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La vita continua anche dopo un trapianto perso.

Una testimonianza di vita vissuta da un giovane di 32 anni.

28/01/2011
Anni fa vi scrissi, per raccontarvi la mia storia. Sono un ragazzo di 32 anni (compiuti oggi 21.01) anni fa ebbi la fortuna di avere un trapianto renale poi perso dopo sei lunghi anni passati tra alti e bassi. Dopo quella parentesi sono ricatapultato in emodialisi, anzi per dire la verità sono volutamente rientrato in emodialisi perchè come tutte le cose belle che finiscono anche la mia parentesi di vita positiva si stava per concludere e, siccome ne soffrivo sia fisicamente che psicologicamente, preferii fare così, prima che fossero i medici a dirmi le fatidiche frasi demoralizzanti “purtroppo il rene non funziona più, devi tornare in dialisi”, la decisione da vero uomo all’età di appena 23 enne la presi da solo, (anche perchè i giorni erano agli sgoccioli) e mi presentai dal mio medico nefrologo e dissi che volevo assolutamente ritornare in dialisi. Vi scrivo questa lettera, perchè NON HO MAI DISPREZZATO IL TRAPIANTO, anzi SONO IL PRIMO CHE COMBATTO PER IL SI ALLE DONAZIONI, sono il primo che propaganda la donazione, ma allo stesso tempo mi ARRABBIO anche con i mass media perchè NON PARLANO più di TRAPIANTO ne tantomeno parlano della dialisi. Probabilmente e sicuramente NON PARLO A NOME DI TUTTI i DIALIZZATI d’ITALIA, ma penso di poter parlare per lo meno per una buona percentuale. Anche il mondo della dialisi bisognerebbe far conoscere alla gente, oltre a quello della donazione. É bello far sapere alla gente che ANCHE SE SIAMO INVALIDI però LO STESSO VIVIAMO, lo stesso SIAMO PERSONE “NORMALI”. Questo lo voglio GRIDARE alla gente. Io infatti dopo la parentesi trapianto che vi dicevo, sono stato ri inserito in un programma dialisi-trapianto da settembre 2002. Da quel giorno NON POSSO NASCONDERLO, anche se l’inizio come tutte le cose, risultò DIFFICILE ACCETTARLO, man mano che i giorni passavano, i mesi passavano e gli anni passavano HO IMPARATO a CONOSCERLO, a STIMARLO, RISPETTARLO, SOPPORTARLO e A FARLO ENTRARE NELLA MIA VITA. Fare la dialisi NON E’ LA COSA PIU’ BELLA DELLA VITA percarità, ma se ci si impegna a fondo, DIVENTA PARTE INTEGRANTE DELLA PROPRIA VITA, anche perchè E’ LA VITA. Questa macchina che AIUTA a VIVERE, per quanto la persona sottoposta la possa “odiare”, ma per forza la deve “AMARE”. Io così ho fatto, l’ho fatta INTEGRARE alla mia VITA, ora io, anche se si soffre a mettere quei maledetti aghi, o come li chimao io “SPADE” la AMO. Grazie alla dialisi SONO RINATO, sono TORNATO A VIVERE, sono TORNATO ALLA MIA SERENITA’ MENTALE, SPIRITUALE E FISICA. Durante questo periodo di dialisi ho trovato lavoro, l’amore, gli amici. Non è certo la DIALISI che può levare tali SODDISFAZIONI. Io ogni volta che vado presso il centro dialisi penso di andare a fare una sauna, penso di andare in palestra, al cinema dato che mi porto il computer. É vero il TRAPIANTO ti allontana dallo “strazio” aghi, letto, bilancia, peso, ma quello che bisogna capire come mi hanno sempre detto, ma che ho capito anche io sulla mia pelle, che il TRAPIANTO come la DIALISI sono delle TERAPIE di VITA, quando si chiude la porta della DIALISI si apre un PORTONE, è un altra VITA, altre cose, altre situazioni. Con la DIALISI la VITA CONTINUA LO STESSO. Io per esempio in questo periodo di DIALISI mi sono SPOSATO con la PERSONA CHE HO PIÚ CARA AL MONDO (oltre la mia famiglia tutta e i miei splendidi tre nipotini)Graziana, questo è il nome di mia moglie, mi è legata da dodici anni. In questo periodo ha vissuto con me tutti i momenti belli e brutti. Ma proprio da questo ho visto ed ho capito che è una persona speciale e quindi il 23 giugno del 2008 ho deciso di SPOSARLA. La cosa che mi ha commosso, oltre al suo starmi vicina in tutti i momenti della giornata, o quando attacco le “spade” mi stringe la mano e mi dice parole di conforto, oltre a farmi l’cchiolino facendomi capire se l’infermiere di turno ha inserito l’ago bene o male (non so il coraggio di vedere dove lo trova, dato che io in primis chiudo gli occhi).Comunque io l’ho SPOSATA. e GRAZIE ad agenzie di viaggio specializzate anche NOI con me che faccio DIALISI siamo andati a farci un MERAVIGLIOSO VIAGGIO di NOZZE (siamo stati ai Fiordi Norvegesi per 15 giorni in costa crociere). Quindi voi giornali, voi mass media, FATE CONOSCERE anche la DIALISI cos’è. La gente che “ENTRA IN QUESTO MONDO” e non conosce NULLA, sarebbe bello far capire determinate cose. Io mi sono battuto con altri amici della dialisi come me (giovani e dinamici) a far capire a nuovi arrivati la possibilità di viaggiare, alla possibilità di vivere, lavorare, giocare. Molti nuovi pazienti trovandosi catapultati in questa realtà si “SPENGONO”, pensano solo alla SPERANZA TRAPIANTO e l’esperienza DIALISI che non si sa nemmeno QUANTO TEMPO DURERA’ la VIVONO MALISSIMO. Io ho gente intorno dalla mattina alla sera che mi ACCETTANO per quello che sono e quello che faccio, non si vergognano perchè sono INVALIDO e faccio DIALISI, anche perchè NON C’è NIENTE DA CUI VERGOGNARSI. Ho moglie, fratello, nipoti, parenti e amici, che mi STIMOLANO GIORNO per GIORNO ad ANDARE AVANTI. Ora sono passati ben otto lunghi anni e sono ancora in emodialisi, ma non SONO STANCO, ormai è la mia VITA, è parte MIA, ho TROVATO IL MIO EQUILIBRIO, e anche se posso risultare PAZZO, IGNORANTE E STUPIDO a dire quello che scriverò, siccome ho già vissuto una prima esperienza TRAPIANTO, ora come ora STO BENE, non VOGLIO CAMBIARE, e non VOGLIO TRAPIANTARMI per il momento. NON E’ IL MOMENTO GIUSTO, una persona se lo sente IL MOMENTO GIUSTO, ed io penso che il mio momento non è questo. Preferisco che il momento che ho vissuto io anni fa, lo vivesse una persona che realmente lo aspetta con ansia, lo vivesse un bambino che soffre (dato che ne vedo bambini nel mio centro), io ORA STO BENE CON LA DIALISI, E QUESTO LO VOGLIO GRIDARE AL MONDO INTERO. Con questo mi piacerebbe chiudere questa mia lettera sperando che venga pubblicata sul vostro bellissimo giornale, perchè dobbiamo far capire alla gente che TRAPIANTO è BELLO, TRAPIANTO è VITA, DONARE fa BENE, ma che se VI DOVESSE CAPITARE come è capitato a me di trovarvi in DIALISI, bisogna CREDERCI, perchè anche la DIALISI è VITA, perchè se non ci fosse la DIALISI NON SI VIVREBBE, che per fortuna c’è la DIALISI, che quel maledetto letto o quella maledetta poltrona che “riscaldiamo” per quelle tre o quattro lunghe ore, quei maledetti aghi, comunque sono la nostra “prolunga” di VITA. Per chi conosce la mia VITA, la MIA STORIA, volevo dirvi GRAZIE. Se vi ho DELUSO, SAPPIATE CHE IO SONO CONTENTO DI QUELLO CHE HO FATTO, SONO MATURO, SONO UOMO, E PENSO CHE QUELLO CHE HO FATTO SIA LA SCELTA GIUSTA. NON ERA E NON è IL MOMENTO GIUSTO DELLA MIA VITA. IO ORA HO UN MIO EQUILIBRIO, HO LA MIA VITA, HO IL MIO LAVORO, HO TUTTO. GODESSE QUALCHE ALTRO AL POSTO MIO…ANZI SPERO CHE SIA COSI’…GRAZIE AMORE MIO SENZA DI TE NON VIVREI A 360°…per chi non avesse capito…ho RIFIUTATO una SECONDA OPPORTUNITA’ di TRAPIANTO…ma VA BENE COSI’… Giovanni, Bari (Oggi.it - Rubrica “Le lettere della settimana”, 26.01.11)
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