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LE FALSITA' SULLE STAMINALI

Se ne discute a Milano in un convegno

13/10/2006
Attenzione al 'battage' mediatico sulle potenzialità delle cellule staminali in medicina. "Troppe ricerche sperimentali vengono descritte come se i loro risultati fossero già realtà clinica. E a farne le spese sono malati e famiglie". A rilanciare l'allarme sui 'falsi miracoli' della scienza è Salvatore Smirne dell'università degli Studi di Milano, presidente del convegno 'Il ruolo del clinico nell'era della terapia genetica e delle cellule staminali. Attualità e prospettive' in corso all'università degli Studi di Milano. "La gente deve capire che la ricerca necessita di tempi lunghi - è il monito dell'esperto - E i pazienti, purtroppo, devono mettere in conto la possibilità che le applicazioni cliniche delle scoperte di oggi diventeranno prassi quando per loro sarà forse troppo tardi". Secondo Smirne, "l'unico settore in cui l'impiego delle cellule staminali è gia routine è l'ematologia. Basti pensare che ormai ogni regione del nostro Paese conta almeno un centro in grado di eseguire un trapianto di staminali ematopoietiche da midollo osseo . In Lombardia ne abbiamo sei o sette". Non solo. Il Registro italiano donatori di midollo osseo conta attualmente 341mila iscritti. Dal 1989 sono state fatte 1.509 donazioni (1.016 a favore di malati della penisola e 493 per pazienti stranieri), con un primato in Lombardia (475 donazioni). E il trapianto di staminali da midollo permette di ottenere la guarigione clinica nel 70% dei malati di leucemia acuta, nel 100% delle persone affette da aplasia midollare e nel 90% dei giovani con talassemia o altre patologie ematologiche congenite. Gli specialisti riuniti a Milano passeranno in rassegna le esperienze condotte con le staminali in ognuna delle principali discipline mediche. Per quanto riguarda la cura di infarto e scompenso cardiaco, ad esempio, le prime esperienze cliniche di 'cardiologia rigenerativa' con staminali miocardiche ed ematopoietiche risalgono a meno di cinque anni fa - spiegano gli esperti - Finora gli studi pilota condotti sono stati una decina, ma i risultati non permettono di trarre informazioni conclusive. Va un po' meglio per l'ortopedia, in cui l'ingegneria tissutale consente già qualche applicazione clinica nella riparazione di alcuni danni a ossa, cartilagine, muscoli, tendini e legamenti. In oncologia un esempio che fa ben sperare è la terapia messa a punto da Pier Mario Biava dell'ospedale di Sesto San Giovanni (Milano). La somministrazione sottolingua di un 'succo' di speciali fattori di differenziazione, ottenuti dalle staminali del pesce tropicale Zebrafish, ha prodotto risposte positive nel 36% di 179 malati terminali di cancro al fegato. "Siamo agli inizi", ha puntualizzato lo specialista, ma la metodica sembra promettente anche contro altri tumori e ha già suscitato l'interesse di studiosi americani e aziende farmaceutiche. Infine la neurologia. Ne ha parlato Eugenio Parati della Fondazione Irccs Carlo Besta di Milano, che ha in corso trial clinici di fase I in cui la terapia cellulare - "basata sull'impiego di cellule non solo staminali", ha precisato - viene sperimentata contro la Corea di Huntington nell'ambito di un rigido studio europeo, il glioblastoma e l'ictus. (vipas)
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