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LE SEI FASI DEL TRAPIANTO MULTIORGANO

Le spiega il professor Antonio Pinna, direttore dell'Unità trapianti di fegato e multiviscerali dell'Ospedale S. Orsola di Bologna.

18/03/2004
Sono sei le principali fasi di un trapianto multiorgano, la cui durata puo' variare da 10 a 24 ore, e ognuna di esse presenta aspetti estremamente delicati. Le descrive il direttore dell'unita' trapianti di fegato e multiorgano dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna, Antonio Pinna, che ha collaborato con Andreas Tzakis, il chirurgo dello Jackson Children Hospital di Miami autore del trapianto multiorgano eseguito nelle ultime settimane su una bambina italiana e reso noto oggi. TROVARE ORGANI SUFFICIENTEMENTE PICCOLI: tanto negli adulti quanto nei bambini e' necessario che gli organi da trapiantare siano sufficientemente piccoli da essere introdotti senza problemi nella cavita' addominale. TROVARE GLI ACCESSI VENOSI: ''la prima cosa da fare e la piu' difficile - ha detto Pinna - e' trovare gli accessi venosi''. Occorre cioe' rendere accessibili le grandi vene introducendo in esse delle cannule. Questa operazione e' necessaria per avere facilmente a disposizione, durante e subito dopo il trapianto, tutti gli accessi per dare nutrimento. TOGLIERE DALL'ADDOME GLI ORGANI MALATI: non sempre questa e' un'operazione semplice poiche' puo' accadere che i pazienti abbiano gia' subito altri interventi chirurgici e di conseguenza si sono formate cicatrici solide, che potrebbero produrre sanguinamento. DISPORRE GLI ORGANI NELL'ADDOME: e' un'operazione che va eseguita con estrema attenzione al modo in cui ciascun organo viene posizionato. Se infatti la posizione non fosse corretta, l'organo potrebbe non essere rivascolarizzato nel modo giusto. PREPARARE LA CAVITA' ADDOMINALE: un'altra grande difficolta' in agguato e' che, una volta posizionati gli organi, risulti difficile chiudere l'addome. ''Percio' - spiega Pinna - e' necessario mobilizzare la cute in modo da coprire i nuovi organi''. Se questo non fosse possibile, si ricorre ad una pellicola di plastica biocompatibile sulla quale si fa ricrescere la cute. DECORSO POST-OPERATORIO: e' un altra tappa lunga e difficile dell'intervento, che puo' durare da tre a sei mesi. Occorre controllare costantemente tutti gli organi trapiantati per evitare e prevenire ogni rischio di rigetto. A complicare le cose c'e' il fatto che ogni organi viene monitorato con tecniche diverse ed ha tempi di rigetto diversi. (ANSA)
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