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Legge 91/99: le modifiche in un prossimo decreto legge.

Per evitare procedure di infrazione contro il nostro Paese.

03/12/2012
Per evitare le procedure di infrazione contro il nostro Paese è pronta la nuova bozza anticipata dal “Sole 24 Ore Sanità” del nuovo Decreto legge su “disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea” che dovrebbe approdare presto in Consiglio dei Ministri. I temi vanno dalla circolazione delle persone e dei servizi nel territorio comunitario alla concorrenza dei mercati, dalla fiscalità all’ambiente, dal lavoro alle politiche sociali, passando però anche per la salute, a cui è dedicato un intero capo formato da 4 articoli. Il più corposo dei quali riguarda il tema dei trapianti di organo. “La grande maggioranza delle disposizioni contenute nel decreto, e quindi nelle direttive europee, sono già messe in pratica da tempo in Italia, ma arrivare a una loro approvazione normativa è un traguardo importante”, spiega il direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt), Alessandro Nanni Costa. “Purtroppo - precisa - negli ultimi due anni le direttive comunitarie sono state bocciate in Parlamento a causa di elementi che nulla avevano a che fare con i trapianti, che hanno quindi subìto una bocciatura non diretta”. Una situazione che si risolverà ora che il Governo è obbligato a trovare una forma di recepimento che superi lo stallo parlamentare allo scopo di evitare le procedure di infrazione. Ecco, quindi, il nuovo ricorso allo strumento del Decreto legge “Per quanto riguarda il settore dei trapianti di organo - spiega ancora Nanni Costa -, il decreto rispetta chiaramente le regole comunitarie e per l’Italia è indubbiamente un passaggio normativo importante, anche se il sistema trapianti nel nostro Paese soddisfa già, in ampia parte, gli standard di qualità, sicurezza e audit richiesti dalla legge comunitaria, e lo stesso vale per il sistema di segnalazione e gestione degli eventi avversi in Italia. Ci sono punti, comunque, che anche il nostro sistema trapianti deve continuare ad implementare. Ma ribadisco, si tratta di un passaggio fondamentale, perché il riconoscimento normativo di questi standard imporrà un adeguamento della rete a tutti i livelli locali. Gli standard, quindi, dovranno essere raggiunti da tutto il territorio nazionale”. Peraltro, spiega il direttore del Centro nazionale trapianti, “è stato ristretto in un unico articolo l’ossatura di una direttiva formata da circa 20 articoli. Il dettaglio delle direttive che non è stato possibile recepire in questo decreto legge verrà quindi emanato attraverso un decreto ministeriale”. In sintesi, i contenuti della bozza di decreto che riguarda i trapianti Art. 18. Trapianti di organi Si introducono i principi che regolano il trapianto da vivente (con un apposito registro dei donatori), il controllo e la segnalazione degli eventi avversi e lo scambio di organi con altri Stati Membri o paesi terzi. Si implementano le regole su qualità e sicurezza delle procedure per il prelievo e trapianto di organi ribadendo, anzitutto, che le donazioni sono volontarie e non remunerate. È vietata ogni mediazione riguardante la necessità o la disponibilità di organi che abbia come fine l’offerta o la ricerca di un profitto finanziario o di un vantaggio analogo, nonché ogni annuncio di ricerca o di disponibilità di organi che abbia come scopo l’offerta o la ricerca di profitto. Si rafforza anche la protezione dei dati personali. Il Decreto legge stabilisce poi che il Ministro della Salute dovrà emanare, entro 6 mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, su proposta del Centro Nazionale Trapianti e previa intesa della Conferenza Stato Regioni, un decreto non regolamentare per determinare i criteri di qualità e sicurezza che devono essere osservati in tutte le fasi del processo che va dalla donazione al trapianto o all'eliminazione. Novità anche in materia di sanzioni in materia di traffico di organi umani destinati ai trapianti. Per i mediatori reclusione da 3 a 6 anni e con la multa da euro 50.000 a euro 300.000, a cui si aggiunge l’interdizione dalla professione se il fatto è commesso da persona che esercita una professione sanitaria. Gli annunci di offerta di organi a scopo di profitto è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000. Per chi accede senza autorizzazione ai sistemi che rendano possibile l'identificazione dei donatori o dei riceventi, o ne utilizzi i dati, la sanzione amministrativa pecuniaria va da euro 10.000 a euro 50.000.
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