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LEGGE SUI TRAPIANTI: Si' A TRE DECRETI ATTUATIVI DALLA CONFERENZA STATO - REGIONI

Requisiti delle strutture idonee ad effettuare trapianti di organi e tessuti, standard minimi di attività, ripartizione dei fondi per il finanziamento delle strutture accreditate ad effettuare prelievi e trapianti e per la conservazione dei tessuti, rimborso spese aggiuntive per il trasporto del feretro, corsi di formazione per il personale.

21/02/2002
La Conferenza Stato - Regioni, nella seduta del 14 febbraio scorso, ha dato il via libera a tre decreti attuativi della nuova legge sui trapianti, che saranno pubblicati nei prossimi giorni sulla Gazzetta Ufficiale. Il primo decreto riguarda i requisiti delle strutture idonee ad effettuare trapianti di organi e tessuti e gli standard minimi di attività annuale, come previsto dall'articolo 16 della legge 91/99. Il decreto stabilisce che nell'ambito della programmazione sanitaria le Regioni e le Province autonome individuano tra le strutture accreditate, quelle idonee a effettuare trapianti di organi e tessuti. Prevede che, in attesa di definire le procedure di accreditamento a livello regionale, i centri autorizzati ai sensi della normativa previgente possono continuare l'attività di trapianto di organi e le Regioni possono individuare centri idonei ad effettuare il trapianto di tessuti, anche se non in possesso dell'autorizzazione di cui alla normativa previgente. Indica gli standard minimi di attività annuale per assicurare la qualità dei programmi: 30 trapianti di rene da cadavere, 25 di fegato da cadavere, 25 di cuore da cadavere e 15 di polmone da cadavere. Le Regioni sono tenute a verificare il conseguimento dei standard previsti dal decreto e a revocare l'autorizzazione alle strutture che per due anni consecutivi non abbiano raggiunto la metà degli standard previsti e a quelle che registreranno percentuali di sopravvivenza dei pazienti ad un anno dall'intervento di almeno 15 punti inferiori alla media nazionale. Infine disciplina le procedure per l'attivazione di nuovi centri e l'attività di trapianti sperimentali. Il secondo decreto riguarda la ripartizione dei fondi per: - l'istituzione e il funzionamento dei centri regionali e interregionali; - l'attività dei coordinatori; - il funzionamento delle strutture accreditate per il prelievo e il trapianto di organi e per la conservazione dei tessuti; - le spese aggiuntive per il trasporto del feretro a favore delle strutture nelle quali è stato effettuato il prelievo. Il terzo decreto disciplina l'attivazione di appositi corsi di formazione per il personale sanitario. La regione Toscana, capofila in Italia per la formazione, e il programma TPM gestiranno i corsi di formazione residenziali per medici e infermieri. I prossimi provvedimenti che la Conferenza Stato - Regioni dovrà esaminare, riguarderanno i criteri e le modalità per la certificazione e l'idoneità degli organi prelevati al trapianto e il bacino di utenza dei centri interregionali. (vipas)
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