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Lo sport come farmaco.

Per i trapiantati attività fisica sotto monitoraggio.

06/06/2011
Il 21 maggio scorso a Cesenatico, circa 110 medici dello sport provenienti da tutta Italia hanno partecipato a una giornata dedicata a "trapianti e sport", promossa dal Centro nazionale trapianti e dalla Regione Emilia Romagna per sensibilizzare sul tema e rendere noti i risultati di un programma di ricerca dedicato all'attività fisica sui pazienti trapiantati. Il progetto “Trapianti e adesso Sport" rappresenta la prima iniziativa nazionale dedicata alla promozione dell'attività fisica e sportiva del paziente trapiantato, con l'obiettivo ambizioso di considerare l'attività fisica come un farmaco da prescrivere per migliorare le condizioni del paziente. Il progetto nasce per iniziativa del Cnt in collaborazione con l'Iss, con la Facoltà di Medicina di Bologna, il gruppo Isokinetic di Bologna, Aned Sport (la sezione dell'Associazione nazionale emodializzati che rappresenta i trapiantati che praticano attività sportiva), la Fondazione per l'incremento dei trapianti di organi e tessuti (Fitot) di Padova, il Gruppo Impresa e Sport che sostiene l'iniziativa facilitando i contatti con importanti personalità del mondo dello sport. Il progetto si pone l'obiettivo di diffondere la cultura e la pratica dell'attività fisica in una popolazione a rischio per dismetabolismo e patologie cardiovascolari come quella dei trapiantati di organo, che a fronte di ottimi risultati come sopravvivenza di paziente e organo, corrono gravi rischi di cardiopatie e vasculopatie; a oggi queste malattie sono la prima causa di morte nel trapianto di rene per questi pazienti. La causa delle alterazioni metaboliche sono le insufficienze d'organo pre-trapianto, gli effetti collaterali di cortisonici e antirigetto e gli stili di vita non adeguati (in particolare la sedentarietà). La sindrome metabolica che si può sviluppare dopo trapianto si correla con una peggior prognosi sia del paziente che dell'organo trapiantato. In questo contesto gli strumenti disponibili per la prevenzione della patologia cardiovascolare sono costituiti dalla individuazione e correzione dei fattori di rischio potenzialmente modificabili tra i quali l'attività fisica è tra i più importanti, anche nella popolazione con segni di patologia cardiovascolare e diabete. Oltre alla partecipazione di gruppi di pazienti trapiantati a iniziative sportive di grande risalto come la Maratona delle Dolomiti e la maratona ciclistica 9 Colli di Cesenatico, il Cnt, in sintonia con gli indirizzi del Piano nazionale prevenzione, ha lanciato il messaggio della prescrizione dell'attività fisica nel trapiantato da parte dei medici dello Sport in palestre certificate sotto il controllo di laureati in Scienze motorie. Un progetto di ricerca unico nel panorama scientifico viene attuato in collaborazione, per ora, con le regioni Emilia-Romagna e Regione Veneto. Nella ricerca è previsto l’arruolamento di 120 pazienti con trapianto di rene, cuore e fegato.
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