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Londra: primo trapianto con organi da un neonato.

L’intervento presso l’Hammersmith Hospital di Londra.

20/01/2015
Per la prima volta in Inghilterra si è concluso con successo un intervento di trapianto d’organo avente come donatore un neonato. Nel resto d’Europa, in particolare in Francia e Belgio, questa possibilità è già realtà. A dare notizia del primo trapianto in Inghilterra è stata la rivista Archives of Disease in Childhood. Avvenuto presso l’Hammersmith Hospital di Londra, la vicenda ha come protagonista una piccola donatrice nata purtroppo senza vita. Alla base del decesso una carenza di ossigeno, iniziata alcune settimane prima del parto, che ha compromesso irreversibilmente l’attività cerebrale. Di comune accordo con i genitori della piccola è stata presa la decisione del prelievo degli organi e in particolare, ad essere trapiantanti, sono stati reni e fegato. Una notizia, commenta, che non deve distogliere l’attenzione dall’emergenza donazioni. “Oggi i trapianti da neonati rappresentano una realtà marginale e non sempre di successo. Ciò che si deve incentivare è la donazione adulta». Pur essendo avvenuto con successo, l’utilizzo di organi provenienti da neonati lascia gli scienziati ancora dubbiosi. Il professor Jean De Ville De Goyet, direttore del Dipartimento Chirurgico del Bambino Gesù di Roma spiega: «I problemi che limitano l’utilizzo sono essenzialmente tre: i neonati rappresentano una fonte marginale in quanto gli organi sono ancora molto piccoli. Il successo di un trapianto è dipendente anche dalla massa dell’organo trapiantato. Più sono piccoli e più è difficile. Non solo, sotto i tre mesi vi sono evidenti problemi a livello vascolare. Le suture dei vasi che vengono effettuate sono di dimensioni molto piccole e il rischio di trombosi, che compromette l’organo, è elevato. Infine, non meno importante, c’è il problema della maturazione: alcuni organi, come fegato e intestino, alla nascita non hanno ancora completato la maturazione». Ecco perché nonostante il miglioramento nelle tecniche di trapianto l’utilizzo di organi da neonati non decolla. Il direttore del Centro Nazionale Trapianti, Alessandro Nanni Costa commenta: «Non è il primo caso di trapianto in neonatologia, ma forse è uno dei casi di età pediatrica più bassi al mondo. Trapianti di fegato di bambini piccolissimi si fanno abitualmente anche nel nostro Paese. Il primo gennaio a Torino ne abbiamo fatto uno da un bambino di sei mesi su una di 14 giorni. Sono attività di altissima chirurgia e, dal punto di vista umano, vista la tenera età dei donatori, hanno un enorme valore».
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