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MEDICO DI FAMIGLIA E DONAZIONE DI ORGANI

Presentati nel corso della tavola rotonda "Il medico di famiglia al centro del processo di donazione di organi e tessuti", i dati di una ricerca Swg, condotta fra i Medici di famiglia veneti.

29/05/2002
Numerose indagini d'opinione hanno rilevato che il Medico di Famiglia è il sanitario che gode del più alto indice di gradimento in Italia, e rappresenta uno dei riferimenti più autorevoli per la comunità, occupando così una posizione cruciale nel determinare gli orientamenti culturali generali della pubblica opinione. La nuova legge sui trapianti (n.91 del 1999), affida al Medico di Famiglia un ruolo di primaria importanza nella promozione della cultura della donazione. La Fondazione Banca degli occhi del Veneto ha commissionato nei mesi scorsi alla SWG di Trieste una indagine per verificare quanto e come il medico di famiglia veneto eserciti il ruolo di comunicatore, quali le difficoltà incontrate e quali le richieste agli enti preposti per potere avere gli strumenti che gli consentano di diventare realmente l'interlocutore dei cittadini in materia di donazione degli organi e dei tessutoi. I risultati sono stati illustrati nel corso di una tavola rotonda, tenutasi all'Abbazia di Paglia a Bresseo di Teolo (Padova), sabato 25 maggio. Per il 68% dei medici di famiglia veneti la decisione di donare gli organi è una scelta personale; giudizio condiviso dal 74% dei loro pazienti. Solo il 13% ritiene che la scelta spetta ai familiari. I motivi principali per cui le persone dicono no alla donazione i medici li fanno risalire alla paura della morte apparente (41%) e alla non conoscenza delle modalità di prelievo (31 %). Un medico su due ritiene di dover sensibilizzare i pazienti sul tema della donazione, mentre il 43% privilegia un ruolo strettamente informativo. Il 49% dei medici sostiene l'opportunità di prendere l'iniziativa affrontando la questione piuttosto che attendere una richiesta di informazione da parte dei pazienti. La quasi totalità (91%) attribuisce grande importanza al ruolo conferito loro dalla nuova legge sui trapianti. Il 63% dichiara di aver fornito effettivamente informazioni sulla donazione nell'ultimo anno, il 59% di aver fatto opera di sensibilizzazione e il 75% di non aver riscontrato nessuna difficoltà nello svolgimento del ruolo di informatore/sensibilizzatore. Sulle tematiche della donazione i medici di famiglia si dichiarano sufficientemente informati (con un'autovalutazione media di 6,6), mentre lamentano un deficit di informazione sugli aspetti legali e legislativi e ritengono che il Ministero della Salute debba essere il soggetto per colmarlo. (vipas)
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