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MERCATO DEGLI ORGANI. L'ITALIA NON C'ENTRA

La replica del Professor Gerardo Martinelli, Direttore dell’Istituto di Anestesia e Rianimazione Policlinico Sant’Orsola – Malpighi di Bologna, al Quotidiano Nazionale

13/06/2004
E’ da diverso tempo che il Quotidiano Nazionale e il Resto del Carlino si occupano del grave problema del prelievo di organi da donatori morti a seguito di veri e propri omicidi, specie di bambini, compiuti da assassini senza scrupolo; oppure di donatori viventi che vendono un proprio un proprio organo (un rene) a scopo di lucro. Questa campagna informativa è cosa buona e giusta e dallo scrivente (e non solo) ampiamente e totalmente condivisa. Sta di fatto, però , che nei numerosi articoli pubblicati dal giornale, se pur si afferma che le azioni criminose suddette si verificano in altri Paesi (d’Africa, del Sud America, in Turchia, Cina e quant’altro), non si dà opportuna enfasi al fatto che in Italia ciò non si verifica e non si può verificare. Non si verifica, perché l’azione investigativa della magistratura già allertata e le forze dell’ordine sempre in attenta vigilanza non hanno, finora, denunciato o scoperto alcunché sul traffico illecito di organi, né tantomeno soppressioni fisiche legate a tale scopo; tutto ciò non si può verificare perché il sistema di controllo, attivo in Italia, prevede una rete a maglie strette esercitata dal Centro nazionale trapianti, dai Centri interregionali e dai Centri regionali che presiedono all’organizzazione dei prelievi e dei trapianti d’organo che, per legge, in Italia si possono effettuare solo negli Ospedali pubblici autorizzati. Il controllo esercitato nel nostro Paese è massimo ed assoluto, grazie al sistema legislativo vigente, alla vigilanza degli Organi preposti e all’organizzazione suddescritta che dà visibilità e trasparenza totale alle pratiche di donazione, prelievo e trapianto. E allora, per rispetto a quanto con grande sforzo, impegno, dedizione e passione ogni giorno e notte i chirurghi italiani pongono in atto per strappare alla morte tanti pazienti con il trapianto, ma soprattutto per il rispetto nei confronti di coloro i quali permettono la donazione degli organi attraverso il libero consenso, realizzando, con alto senso civico, quella solidarietà sempre invocata ma raramente attuata, non condivido del tutto quanto ha scritto su queste pagine il dottor Aldo Forbice nel commento in cui ha denunciato il cosiddetto “mercato degli organi”, vero cancro in quei Paesi nei quali non c’è rispetto della vita. Sono d’accordo con l’illustre conduttore di Zapping sul vergognoso problema, ma sono amareggiato per il titolo del suo articolo e per la conclusione che accomuna “anche l’Italia” nel turpe mercato: è ingiusto ed ingeneroso per le motivazioni suesposte e non c’è nessuna prova provata che “anche l’Italia” faccia o prenda parte in alcun modo allo squallido mercati di organi. Un’ultima considerazione mi sento di porre: ci si deve far carico se poi le donazioni calano a danno di chi con il trapianto ritorna a nuova vita, quando commentatori affermati e di spessore (etico e professionale) trattano argomenti così delicati in modo non aderente alla realtà e alla verità dei fatti: l’Italia è fuori dai confini dove presumibilmente si svolge il turpe mercato degli organi. Professor Gerardo Martinelli Direttore dell’Istituto di Anestesia e Rianimazione Policlinico Sant’Orsola – Malpigli Bologna
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