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MESTRE: BANCA DEGLI OCCHI. NUOVA SEDE E TANTI PROGETTI

La Fondazione veneziana pronta al rilancio: nuova sede nell’ospedale di Mestre, consiglio di amministrazione rinnovato. Il direttore: «Unici al mondo a distribuire lembi di cellule ricostruiti in vitro.

03/01/2008
Banca degli occhi del Veneto, classe 1989, si appresta ad affrontare l'anno nuovo con molte novità. «La prima sta sicuramente nella sede - spiega Diego Ponzin, direttore di gestione e segretario del Consiglio di amministrazione - Fra pochi mesi ci trasferiremo nel nuovo ospedale di Mestre e non si tratta soltanto di un cambio d'indirizzo, ma della possibilità di lavorare in modo diverso, mettendo assieme finalmente strutture che fino ad oggi lavoravano slegate: il laboratorio delle cellule staminali, la Banca degli occhi, il centro di formazione e la sede legale. Questo sicuramente ci permetterà di migliorare le performance che già sono a livello mondiale». La Banca degli occhi, di cui è presidente Giovanni Mazzacurati, al vertice anche del Consorzio Venezia Nuova (vice Giancarlo Ruscitti, segretario generale alla sanità della Regione Veneto, tra i consiglieri Antonio Padoan, direttore generale dell'Asl Veneziana) è oggi la prima banca in Europa per numero di cornee raccolte e distribuite, ed è il centro di riferimento regionale per i trapianti di cornea del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. «Nel 2008 intendiamo consolidare le nostre attività e puntare maggiormente sugli ambiti più avanzati - continua Ponzin - Ad esempio lavoreremo ancora di più sulla distribuzione dei tessuti oculari che si è consolidata e prevede la produzione di tessuti all'avanguardia. Il futuro è legato alla promozione di interventi che siano sempre più selettivi e meno invasivi: oggi siamo in grado di garantire ai chirurghi i tessuti giusti per il tipo d'intervento che devono effettuare». La Banca è la prima iscritta nell'elenco delle Banche di tessuti certificate dal Centro nazionale trapianti che operano in conformità alle linee guida per il prelievo, la conservazione e l'utilizzo del tessuto oculare ed è l'unico centro al mondo in grado di distribuire lembi di cellule staminali corneali ricostruiti in vitro per la cura delle patologie oculari non curabili con il solo trapianto di cornea. «Un altro settore sul quale stiamo lavorando è quello dell'assistenza ai pazienti affetti da gravi patologie oculari - continua Ponzin - Seguiamo persone che ci vengono inviate da oculisti di tutta Italia per consulenze inerenti le cornee e l'uso delle cellule staminali». Ed è proprio quest'ultimo l'ambito in cui si focalizzeranno gli sforzi. «Il settore delle cellule staminali è quello che va ridisegnato - aggiunge Ponzin - C'è una normativa di taglio europeo e dobbiamo validare il nuovo laboratorio e puntare ancor di più sulla distribuzione di lembi di cellule staminali». A questo s'affianca l'attività di formazione che non sarà rivolta solo all'interno della Banca, ma vedrà realizzati progetti anche per il personale dell'Asl e per altre figure professionali esterne. Di fatto, come testimonia anche i coordinatore dei trapianti Giampietro Rupolo, il Veneto è l'unica regione dove la lista d'attesa per il trapianto di cornea è praticamente nulla e questo in virtù della fitta rete di sensibilizzazione che è stata creata. Alessandro Galan , chirurgo oftalmologo, primario di oculistica all'ospedale Sant'Antonio di Padova, consigliere di Banca degli occhi, punta su tre aspetti: aumentare il numero di cornee da inviare in tutta Italia, produrre reticoli per trapianti lamellari differenziati e continuare nella ricerca legata alla cellule staminali. «Banca degli occhi ha acquisito un brevetto unico al mondo per quanto riguarda le cellule staminali - spiega Galan - e queste cellule potranno essere studiate allargando il campo di utilizzo anche alla congiuntiva. Tra i programmi che ci poniamo c'è anche quello di enfatizzare l'uso di parti di occhio che possono essere trapiantate, come ad esempio la sclera». Ma non sono solo questi gli ambiti scientifici sui quali si proietta l'attività, anche l'applicazione di membrane amniotiche rappresenta un aspetto di grande interesse per il futuro. «Naturalmente raccogliere tutte le attività in un unico ospedale consente di migliorare e razionalizzare l'attività - precisa Galan - Non dimenticando un altro importante ambito che è quello della collaborazione con altre banche analoghe e con esperti provenienti da tutto il mondo, con i quali sarà utile scambiare le reciproche esperienze». La promozione del trapianto è stato uno dei punti di forza di Banca degli occhi, come sottolinea Giampietro Rupolo, coordinatore regionale dei trapianti e direttore regionale della Programmazione. «Questo impegno ha permesso di rendere più facile che in altre regioni la crescita del sistema delle donazioni - spiega Rupolo - E per altri versi l'attività di Banca degli occhi ha costituito per il sistema dei trapiant, e in futuro costituirà in modo ancor maggiore, un punto di eccellenza per quanto riguarda l'assistenza e per lo sviluppo delle attività di ricerca». Un discorso a parte merita la crescita di nuove professionalità. «E' uno degli ambiti su cui puntiamo maggiormente - sottolinea Rupolo - La struttura stessa della Banca, le interazioni attivate con altre realtà, ha permesso di formare professionalità specifiche nel campo del prelievo dei tessuti che tutti ci invidiano. Già sono state attivate collaborazioni con il Friuli Venezia Giulia e il Trentino, regioni a cui abbiamo fornito "professionalità" e si sta ora perfezionando un rapporto con la Sardegna». (vipas)
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