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Miracoli d’estate.
In merito al trapianto “negato” di Padova.

La dichiarazione del Presidente Nazionale A.I.D.O. Vincenzo Passarelli.

27/08/2012
“Attualmente in ambito della Unione Europea è stato condiviso dai rappresentanti di tutti i paesi il principio dell’autosufficienza, considerando che la risorsa organi é carente ovunque. Il trapianto, simbolo della fratellanza e della tolleranza se mal gestito può quindi divenire il simbolo della intolleranza. A nostro parere la vicenda del trapianto “negato” ne è un esempio, che se ripetuto potrebbe non solo determinare la fine del trapianto d’organo come realtà clinica, ma anche come momento di solidarietà umana e motivo di unione ed interscambio all’interno della società. Questo può essere combattuto attraverso una responsabilizzazione sempre maggiore degli Stati, affinché sia assicurato uno sviluppo sempre crescente della donazione d’organo ed attraverso una oculata gestione della globalizzazione e della multi etnicità”. 8 agosto 2012 Un cuoricino prelevato ad un bambino deceduto a Praga, in pochissime ore è stato donato a una bambina di 11 mesi ricoverata all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma in gravissime condizioni. Il Ministro Balduzzi commenta:” “Un cuore in dono grazie al web ed alla cooperazione europea è la dimostrazione che la globalizzazione può essere virtuosa”. 21 agosto 2012 L’equipe di Cardiochirurgia di Udine, diretta dal professor Ugolino Livi, effettua, con successo, un trapianto di cuore su un cittadino rumeno in pericolo di vita, che l’ospedale di Padova aveva rifiutato perché «gli organi italiani vanno comunque di preferenza agli italiani». “Queste sono le precise indicazioni del Nord Italia Transplant: data la tragica scarsità di organi – afferma il direttore sanitario di Padova dottor Ruppolo – quando un ammalato, che non è nelle nostre liste d’attesa nazionali, può essere trasportato nel suo Paese di provenienza, perché anche lì esiste un centro trapianti, lo si deve fare. E in questo caso era possibile farlo”. Osserva il professor Livi: «Ognuno è responsabile delle proprie azioni. Non si possono fare distinguo di razza, nazionalità, religione o quant’altro. Il romeno tra l’altro è un dipendente di un’azienda italiana, paga le tasse in Italia e ha un’assicurazione che copre i rischi. Ha tutti i diritti a ricevere l’assistenza migliore possibile”. Giuseppe Piccolo, direttore del centro di riferimento trapianti del Nitp: “Da Padova non era arrivata nessuna richiesta, ma per capire la differenza di valutazione bisogna fare riferimento direttamente alle strutture ospedaliere”, e in ogni caso “esiste una regolamentazione nazionale secondo la quale in caso d’urgenza anche i cittadini stranieri hanno diritto ad un trapianto di organi se ne viene valutata l’effettiva l’urgenza”. E il cuore che da qualche giorno batte nel petto del cittadino romeno è di un italiano. Per approfondire la notizia, alleghiamo l’estratto della Carta dei principi del NITp con le note informative al paziente e invece di fornire una narrazione sintetica di quanto accaduto, abbiamo scelto alcuni articoli, strumenti utili per poter giudicare.
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