indietro

MOLDAVA "CLANDESTINA" RIDONA LA VITA A CINQUE ITALIANI

Il coordinatore dei trapianti del Veneto:"Sono gli immigrati a donare di più. Così sanno ripagare la terra che li ospita".

03/11/2002
La generosità di una giovane moldava di 28 anni, deceduta in un incidente stradale, ha ridato vita e benessere a 5 italiani in attesa di trapianto. La ragazza lavorava come colf in una famiglia vicentina e stava completando l'iter per la sanatoria. Tornando dal lavoro in bicicletta è stata travolta da un auto, e nella serata di giovedì scorso è deceduta all'Ospedale di Vicenza. Ottenuto il consenso dai genitori, che abitano in Moldavia, i medici hanno proceduto al prelievo dei reni, del cuore, del fegato, dei polmoni e del pancreas, che sono stati trapiantati su cinque pazienti che erano in attesa di trapianto.Gli interventi sono stati eseguiti da 5 equipe chirurgiche di Vicenza e Padova e hanno coinvolto 150 operatori sanitari per quasi 20 ore. Questo episodio porta alla luce la sensibilità degli immigrati per la donazione degli organi che si rivela ancor più forte a quella pur non trascurabile dei veneti:"Alcuni di loro vengono da paesi poverissimi in cui non c'è nulla di più dell'aria che respirano" spiega il coordinatore del Centro per i trapianti del Veneto, Giampietro Rupolo "Si tratta di persone umili, che vivono in situazioni precarie accettando di fare lavori che noi spesso rifiutiamo e che tuttavia mostrano una straordinaria solidarietà per la terra che li accoglie. Queste persone dimostrano nei nostri confronti una riconoscenza ed una partecipazione che va senza dubbio sottolineata: dare voce a modelli di solidarietà che vengono da così lontano non può non contribuire a diffondere la cultura della donazione". Nel 2001 i donatori extracomunitari sono stati 6 su 106 donatori veneti ; quest'anno è già il quarto su 98 donatori. "Rispetto ai residenti la percentuale è decisamente maggiore, soprattutto tra gli abitanti dei paesi dell'Est,questo malgrado tra di loro la cultura del trapianto sia assolutamente sconosciuta" prosegue Rupolo. "Eppure quando affrontiamo la questione l'unica remora che avanzano è di tipo religioso. In questo senso un grande aiuto ce lo fornisce il mediatore culturale; in questi casi il Pope, esponente della religione ortodossa, è sempre molto disponibile a spiegare loro la posizione della chiesa e una volta dipanati questi dubbi non c'è più alcun problema. Anche le scelte dei musulmani sono strettamente collegate alla religione: in questo caso è fondamentale l'interpretazione di ciascun Imam sul passo del Corano che impone di venire sepolti con il cuore". Questo episodio di grande solidarietà dovrebbe fare riflettere quanti qualche mese fa fecero i "sofisti" nei confronti di Mohamed, immigrato clandestino a Torino e bisognoso di un trapianto di fegato. (vipas)
torna su