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Molinette: boom dei trapianti di rene nei primi sei mesi dell'anno

Già 105 interventi: un incremento del 67% rispetto allo stesso periodo del 2017

02/08/2018

Boom dei trapianti di rene nei primi sei mesi del 2018 presso l'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, una buona notizia per la sanità piemontese e italiana: per la precisione 105, con un incremento del 67% rispetto allo stesso periodo del 2017 e del 72% rispetto al 2016. È la più alta attività di trapianto renale in Italia da sempre, in aumento anche l'attività di trapianto renale da donatore vivente (+120% rispetto allo stesso periodo del 2017).  

Performance in progress
Già dallo scorso anno c'erano i segni di un incremento rispetto allo standard tradizionale di 100-120 trapianti per anno, ma il primo semestre del 2018 ha registrato un vero boom di attività nella gestione dei trapianti dal personale di sala operatoria (équipe chirurghi vascolari del dottor Maurizio Merlo, urologici del professor Paolo Gontero e anestesiologici del dottor Pier Paolo Donadio, che è anche responsabile del Coordinamento regionali delle donazioni e dei prelievi) a quello di degenza nefrologica (équipe professor Luigi Biancone), dove i pazienti vengono seguiti.  

Alta complessità
Il professor Antonio Amoroso è responsabile dell'attività di riferimento generale e coordinamento dei trapianti in Piemonte. Dei 105 interventi ce ne sono stati numerosi ad alta complessità: 5 doppi trapianti di rene, il primo trapianto di rene in Piemonte da donatore a cuore fermo e 6 trapianti di rene combinati ad altri organi. 

Nuova frontiera
"Come nefrologo posso dire che oltre all'incremento del numero dei trapianti così significativo sia da donatore deceduto che da donatore vivente saranno trapianti che dureranno più a lungo grazie ai progressi diagnostici e terapeutici - osserva il professor Luigi Biancone, responsabile del programma di trapianto renale delle Molinette -. Tutto questo grazie soprattutto alla donazione di organi". 

Non solo reni
Nel primo semestre i trapianti di polmone sono addirittura raddoppiati rispetto allo stesso periodo del 2017, da 9 a 18, mentre quelli di fegato sono saliti da 78 a 80. 

(Alessandro Mondo, La Stampa)

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