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Molinette: in vent'anni 2.500 trapianti di fegato.

Primo in Europa per numero di trapianti e per sopravvivenza.

28/08/2013
Il 26 agosto u.s. è stato tagliato lo storico traguardo dei 2.500 trapianti di fegato all'ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino. Un record europeo. Infatti il Centro Trapianto di fegato “Sergio Curtoni”, diretto dal professor Mauro Salizzoni, è ora al vertice in Europa per numero di trapianti effettuati e per dati di sopravvivenza. Sono stati scavalcati i centri inglesi fino a poco tempo fa al top europeo. L’ultimo trapianto è stato effettuato su una giovane donna affetta da una malattia rara -l’amiloidosi-, che ha ricevuto la parte destra (o split destro) di un fegato prelevato ad una giovane donna deceduta per emorragia cerebrale all’ospedale Maria Vittoria di Torino. La parte sinistra del fegato (o split sinistro) è stato trapiantato dall’equipe di Palermo su un bambino di 2 anni con una atresia delle vie biliari. Sono passati più di 20 anni dal primo trapianto di fegato eseguito il 10 ottobre del 1990 dall’equipe del professor Salizzoni. Dei 2500 trapianti: - 120 sono stati di un solo segmento del fegato (o trapianti split), per favorire il trapianto in pazienti pediatrici o giovani adulti, e consentire il trapianto a più pazienti, - 45 trapianti sono stati eseguiti in combinazione anche con il rene, - 2 in combinazione con il pancreas, - 1 assieme al polmone, - 6 trapianti di tipo domino. I trapianti di fegato possono essere eccezionalmente eseguiti da donatore vivente: il centro di Torino ne ha eseguiti 14, ed è uno dei pochi centri autorizzati dal Ministero per questo tipo di trapianto. Se è vero che la patologia epatica colpisce prevalentemente soggetti adulti, esistono pur sempre rare malattie congenite o dell’infanzia, per le quali il trapianto rappresenta l’unica alternativa. 133 bambini hanno beneficiato in questi anni di trapianti pediatrici, alcuni dei quali da donatore adulto (cadavere o vivente) tramite la tecnica della resezione di parte del fegato. Molti di loro hanno ricevuto il trapianto a pochi mesi dalla nascita. Ad oggi l'età media dei pazienti trapiantati è stati di 56 anni ed il 73% di sesso maschile. Come sempre, anche nel caso dei trapianti i numeri non sono tutto, occorre chiedersi che beneficio comporta questa terapia ai pazienti che la ricevono. Certo, questi pazienti al momento del trapianto presentano malattie che determinano un danno del fegato non altrimenti curabile, di solito con un’aspettativa di vita di pochi mesi. Una misurazione dell’efficacia del trapianto è data dalla sopravvivenza dei pazienti dopo trapianto. Il Centro di Torino, che occupa la prima posizione per numero di trapianti, dimostra risultati ottimali anche dal punto di vista della sopravvivenza: il 92% dei pazienti adulti è vivo ad un anno dal trapianto, e circa l'80% a 5 anni. Nel caso dei bambini, la sopravvivenza ad un anno è pari a 97,5%. Il tempo di attesa medio prima del trapianto è di circa 2 mesi. In questo momento sono 56 i pazienti in lista di attesa. La maggior parte dei pazienti che viene inserita in lista riceve quindi in breve tempo il trapianto e ciò rende le liste di attesa contenute. Sono questi risultati eccellenti, nell’ambito di un settore sanitario di particolare valore in tutta la nazione, che colloca l’Italia ed in particolare il Centro delle Molinette ai vertici europei. E se ci si confronta con l’Europa, il centro di Torino condivide una posizione leader solo con una manciata di altri centri: quelli di Birmingham, Londra e Cambridge nel Regno Unito (ma in questa nazione tutti i trapianti sono convogliati in pochi centri) e quello di Hannover in Germania. Globalmente, l’esito del trapianto di fegato nel centro piemontese si dimostra decisamente superiore se confrontato con i dati dei migliori centri mondiali. Questo rende l’attività del Centro trapianti di Torino un punto di eccellenza e di riferimento per il mondo trapiantologico.
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