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MORTO L'ASSISTENTE DI BARNARD

Il giardiniere-chirurgo, autodidatta, non conseguì la laurea ma operò per 40 anni. Fu il braccio destro di Barnard.

12/06/2005
Per l'istituto della previdenza di Città del Capo era il giardiniere in pensione Hamilton Naki. Un vecchio di 79 anni, al quale non spettavano più di 226 euro al mese. Ma Naki, il giardiniere all'ospedale di Città del Capo, l'ha fatto solo pochi anni. Lui era in realtà il braccio destro di Christian Barnard: l'ha aiutato a fare il primo trapianto di cuore, l'ha seguito in sala operatoria per quarant'anni. Era il suo chirurgo di fiducia, l'assistente prediletto. Anche se la laurea in medicina non l'aveva mai presa. Naki è morto due settimane fa ma solo oggi la notizia è stata resa pubblica. Neppure sul letto di morte, Barnard confidò il segreto di Naki. Una cosa però la disse: "Come tecnico era migliore di me". Ma non era un bianco: questa è stata la grande maledizione di Naki. In un paese dove vigeva l'apartheid, il colore della pelle era la discriminante tra buoni e cattivi. Naki era nato da una povera famiglia nera di Ngcangane, un paesotto rurale del Sudafrica. Non aveva soldi e non aveva tempo per imparare a farli. Studiò fino alla licenza media; poi andò nella capitale a cercar fortuna. Fu assunto dall'ateneo cittadino per curare i prati e i campi da tennis: spazzare le foglie e tosare l'erba. Andò avanti così per una buona decina d'anni. Passò la guerra mondiale, il National Party stravinse le elezioni del '48 e la segregazione razziale che fino ad allora era stata soltanto una gelida consuetudine divenne un codice ferreo. Naki continuò a pulire i parchi. La scintilla del destino scoccò nel 1954: un medico ebreo, Robert Goetz, trapiantato in Sudafrica, faceva esperimenti sugli animali. Aveva bisogno di qualcuno che si occupasse delle sue cavie e Naki accettò il lavoro. Fu così che un nero sudafricano con il diploma di terza media incominciò il suo apprendistato autodidatta. In breve tempo le incombenze di Naki si moltiplicarono. Passò dalla pulizia delle gabbie, alle macchine che pompavano aria nei polmoni delle cavie: "Era difficile ma io volevo imparare". All'inizio degli anni 60, nel chiuso dei laboratori della facoltà di Medicina, Hamilton Naki teneva ormai il bisturi in mano. Rivelava il suo straordinario talento per il mestiere del chirurgo. E trapiantava organi: "Imparammo molto dai cani, sostituivamo fegati e cuori". La svolta definitiva nella vita di Naki fu l'incontro con il dottor Barnard. Rientrato dall'America, dove aveva imparato le tecniche di intervento a cuore aperto, il cardiochirurgo aveva bisogno di un assistente e la scelta cadde, ancora una volta, sull'emergente Hamilton Naki. La coppia divenne inseparabile: Naki continuava la sua scuola in prima linea, senza libri ma con tanta pratica. Fino a quella notte del '67. Denise Darvall, una ragazza di 25 anni, scese dalla macchina per comprarsi una pastarella. Fu investita da un pirata e dichiarata clinicamente morta al pronto soccorso. L'équipe cardiochirurgica guidata da Hamilton Naki compì l'espianto dal corpo della ragazza; quella di Barnard, il trapianto. L'intervento riuscì: Christian Barnard divenne una celebrità mondiale, ma la faccia del suo assistente nero rimase sconosciuta. "A quei tempi le cose andavano così - commentò Naki filosofico - e tutti continuarono a dire che ero l'uomo delle pulizie". (La Repubblica)
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