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NASCE LA BANCA DI CELLULE DEL SANGUE

Il centro di coordinamento presso l'Ospedale Galliera di Genova

21/12/2006
Dal primo gennaio 2007 l'Ospedale Galliera di Genova sarà l'unico centro di coordinamento per le "banche" di cellule del sangue: oltre al Registro italiano donatori di midollo Osseo (noto come Ibmdr, Italian bone marrow donor registry) che controlla i trapianti di midollo osseo da donatore non consanguineo, il centro "governerà" anche i trapianti da cordone ombelicale sul territorio nazionale. È l'ultimo successo per la ricerca genovese in questa settore, che ha portato gli studiosi a realizzare il primo trapianto di midollo osseo in Europa e recentemente ha consentito la realizzazione del Centro cellule staminali e terapia cellulare all'Ospedale San Martino. La struttura, che ha richiesto un finanziamento di circa 1,5 milioni di euro sostenuto in massima parte da Ail (Associazione italiana lotta leucemia e linfomi), Compagnia di San Paolo di Torino e Carige, è diretto da Francesco Frassoni ed è nato per un fenomeno di naturale "gemmazione" dall'esperienza trapiantologica. In questa cell factory pubblica operano un'unità clinica dedicata allo sviluppo dei trapianti e laboratori che svolgono sia attività di ricerca di base che applicata. Ad esempio si stanno studiando gli effetti dell'infusione di cellule staminali del sangue del cordone ombelicale direttamente al l'interno dell'osso, per ottenere un migliore e più rapido attecchimento. Altre ricerche cliniche indagano ad esempio sui mezzi per limitare gli effetti della reazione dell'organismo del "ricevente" nei confronti del trapianto e per valutare gli effetti dell'infusione di specifiche cellule nel trattamento della sclerosi multipla. «Centri come questo potranno rappresentare un cardine di sviluppo di nuove terapie nelle istituzioni pubbliche per evitare che la nuova medicina basata sulle cellule staminali sia interamente nelle mani delle biotech companies» spiega Frassoni. Sempre su specifiche cellule del sangue si concentra invece la ricerca del gruppo di Lorenzo Moretta, direttore scientifico dell'ospedale Gaslini. Gli studiosi genovesi hanno infatti individuato una serie di recettori, veri e propri sensori cellulari, grazie al quale le cellule natural killer riconoscono e uccidono i tumori. Infine il Gaslini coordina per l'Italia gli studi sul neuroblastoma, il più diffuso e grave tumore infantile. http://www.hsanmartino.it www.gaslini.org Federico Mereta
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