indietro

Nel 2012 in Italia il nuovo farmaco antirigetto.

I risultati presentati al 15° Congresso dell’ European Society for Organ Transplantation.

08/09/2011
Il trapianto di rene non garantisce la sopravvivenza: entro 5 anni, un paziente su cinque muore o perde l’organo, ed entro 10 anni la metà dei pazienti ha bisogno di un nuovo organo, torna alla dialisi o muore. Colpa di infezioni, malattie cardiovascolari ma anche del rigetto, anche se quello acuto, entro un anno dal trapianto, è stato quasi annientato dai trattamenti immunosoppressivi (90 per cento di sopravvivenza ad 1 anno). Contro il rigetto sbarcherà anche in Italia nei primi mesi del 2012 Belatacept, un nuovo farmaco biologico per la profilassi del rigetto nei pazienti adulti sottoposti a trapianto di rene, forte di nuovi positivi risultati clinici presentati al 15° Congresso della European Society for Organ Transplantation (Esot), il più importante appuntamento continentale del settore, in corso a Glasgow . Ogni anno in Italia si eseguono circa 1.500 trapianti di rene e vi sono più di 7.000 persone in lista di attesa (che attendono in media 3 anni prima dell’intervento). Per la prima volta sono presentati dati che riguardano specifiche categorie di donatori e di riceventi, in particolare pazienti colpiti da diabete prima del trapianto. Vengono così confermati i risultati positivi su qualità, sicurezza ed efficacia che hanno portato alla recente approvazione della molecola sia da parte della Commissione europea che della Food and Drug Administration negli Stati Uniti. Belatacept, scoperto e sviluppato da Bristol-Myers Squibb, è la prima molecola con un innovativo meccanismo di azione approvata negli ultimi 10 anni nel trapianto di rene. “I dati clinici su Belatacept presentati al Congresso Esot - spiega Brian Daniels, senior vice president, Global Development and Medical Affairs, di Bristol-Myers Squibb - si aggiungono agli studi che hanno determinato il via libera al farmaco negli Stati Uniti e in Europa. BMS intende unire i propri sforzi a quelli della comunità scientifica per ampliare le nostre conoscenze sul profilo di efficacia e sicurezza di Belatacept perché’ i pazienti e i medici siano informati sulle opzioni terapeutiche disponibili”. Il farmaco è autorizzato in combinazione con corticosteroidi e acido micofenolico. É raccomandata l’aggiunta di un antagonista del recettore dell’interleuchina-2 nella fase di induzione. Studi clinici hanno evidenziato percentuali simili nella sopravvivenza del rene trapiantato e del paziente ad 1 anno e confermate a 3 anni con un miglior mantenimento della funzione renale rispetto alla terapia standard con ciclosporina. Ottenere miglioramenti nella funzione renale che permangano a lungo nel tempo è una delle sfide decisive nel trapianto di rene. La perdita progressiva di questa capacità può determinare altre malattie concomitanti fino alla perdita dell’organo. Preservare la funzione del rene trapiantato può evitare il ritorno alla dialisi e la necessità di un secondo trapianto. Il farmaco funziona attraverso un meccanismo mirato di azione che disabilita selettivamente le cellule T, impedendo all’organismo di attaccare l’organo trapiantato.
torna su