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Nessun bisogno di farmaci antirigetto con un'infusione di cellule staminali

18/07/2016

Dopo la notizia del trapianto a catena, ne arriva un'altra che fa ben sperare. Potrebbe infatti essere italiano il primo paziente trapiantato al mondo che non ha bisogno di farmaci antirigetto grazie a una infusione di cellule staminali.

Il protocollo messo a punto ha già fatto ridurre drasticamente la terapia e fra qualche mese potrebbe essere interrotta. «Stiamo riducendo progressivamente i farmaci antirigetto», spiega Giuseppe Remuzzi, nefrologo del Papa Giovanni XXIII e coordinatore delle ricerche dell'istituto Mario Negri, tra i pochi italiani inseriti quest'anno nella lista delle "Menti scientifiche più influenti al mondo". «Stiamo arrivando a uno solo mentre di solito se ne usano tre, e con una dose molto piccola. Nei prossimi mesi saremo in grado di sospenderlo».

Dopo il trapianto, al paziente sono state infuse le proprie cellule staminali mesenchimali. «Le cellule staminali funzionano come un farmaco che inibisce il sistema immunitario molto meglio dei farmaci tradizionali, che oltretutto sono molto tossici - afferma l'esperto -. Non è una cosa semplice, noi abbiamo fatto un protocollo con l'idea di trattare pochissimi pazienti per volta, abbiamo per ora tre gruppi di due pazienti che stiamo seguendo. E molto bello perché i primi due pazienti ci hanno consentito, lavorando con loro e con gli animali da laboratorio, di trovare il momento giusto per dare queste cellule». E ancora: «Siamo i primi al mondo ad usare questo approccio. Negli Stati Uniti ottengono l'effetto con una procedura molto più pericolosa, sostituendo il midollo del ricevente con quello del donatore. Ora peraltro abbiamo ottenuto l'autorizzazione anche per il fegato».

(Veronica Todaro, Il Giorno)

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