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NICOLAS GREEN: A TREDICI ANNI DALLA MORTE

La storia e l'effetto "Nicholas " in un video realizzato dalla Nicholas Green Foundation e inviato al Centro di riferimento trapianti della Regione Emilia-Romagna.

31/01/2007
Un video per ripercorrere la decisione di donare gli organi del figlio . Sono passati  quasi tredici anni da quando Reg e Maggie Green hanno perso Nicholas, il bambino americano di 7 anni ucciso il 29 settembre 1994 da rapinatori mentre stava viaggiando in auto con la famiglia sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria:  Reg e Maggie continuano ancora oggi a comunicare al mondo la loro esperienza organizzando incontri in numerose scuole, ospedali, convegni. E lo fanno anche in Emilia-Romagna: Nicholas Green era già stato scelto come testimonial della campagna informativa 2006 della Regione sulla donazione e trapianto di organi: “Nicholas Green aveva 1 vita. Ne ha donate 7” è infatti scritto sulle locandine ed i manifesti distribuiti nel corso di diverse iniziative per sottolineare come sette persone, i beneficiari della donazione, riuscirono a vivere grazie a questo grande atto di generosità. Ora la loro testimonianza è proposta in un dvd prodotto per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore della donazione dall'organizzazione no-profit che essi stessi hanno fondato – la Nicholas Green Foundation – e che è stato inviato al Centro riferimento trapianti della Regione Emilia-Romagna. Il titolo è “L’effetto Nicholas” e si riferisce – come raccontano Reg e Maggie – all'aumento di iscrizioni alle associazioni di donatori di organi, a pochi giorni dalla morte di Nicholas. Un fenomeno che all'inizio lasciò entrambi i genitori sbalorditi, ma che in un secondo momento li convinse a far sì che non restasse episodico. "Io mi  sento vicina ai beneficiari della donazione. Non sono più gli organi di Nicholas, sono i loro. Ma li sento vicini perché siamo stati in grado si aiutarli. Io e mio marito siamo stati d’accordo fin dall’inizio. Per noi era chiaro che quella era la scelta giusta", spiega Maggie Green nell’intervista proposta nel video. Il ricordo di Reg Green: "Quando andai all’ospedale, l’ultimo giorno dopo che avevamo preso la nostra decisione, e vidi Nicholas sdraiato su una barella, la prima cosa che notai furono le sue lentiggini e pensai: "Mi sarebbe piaciuto se avessero potuto usare anche quelle. Ci furono sette beneficiari. La cosa ci sorprese perché non ci avevamo mai pensato. Siamo dei principianti in questo campo, grazie a Dio. Uno di loro era a due giorni dalla morte. C’era un ragazzino di quindici anni grande quanto Nicholas. C’era una ragazzina che era stata in coma profondo varie volte. E poi c’era un uomo che ricevette una cornea e che era già rimasto cieco in precedenza ma adesso poteva vedere i suoi bambini. Queste persone erano molto malate e per noi il fatto di sapere chi sono aggiunge una nuova dimensione al tutto perché abbiamo visto la gioia sui visi dei loro familiari e sul loro volto. Perché sono tornati in vita dopo aver sfiorato la morte. Per noi è una grande consolazione. Veramente. Sappiamo che Nicholas era un bambino molto speciale; era molto intelligente, era anche molto buono. E so che abbiamo preso la decisione che lui avrebbe voluto". La vita che emerge con coraggio dalla morte è il concetto chiave. Così era stato anche nel libro “Il dono di Nicholas” (pubblicato in Italia nel 1999) nel quale il padre di Nicholas  - che prima di emigrare negli Stati Uniti ha lavorato come giornalista in Inghilterra per il Guardian, il Times e il Daily Telegraph - ripercorre la storia del figlio. La famiglia Green oggi vive a Bottega Bay, in California, con i tre figli Eleanor,  Martin e Laura. Fonte: Ufficio stampa Regione Emilia-Romagna 2007.
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