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Niente trapianto.

Bimba muore a 5 anni.

03/02/2016
Bimba muore perché non è stato possibile trovarle un fegato da trapiantare. Tragedia a Padova, dove dall’inizio del 2016 l’équipe del Centro di Chirurgia epatobiliare e trapianto di fegato dell’Azienda Ospedaliera ha eseguito dieci trapianti. Ben 79 nel 2015. L’ultimo è avvenuto proprio lunedì mattina: ha ricevuto un fegato sano una veneta di 35 anni che versava in condizioni molto critiche. Non è andata bene, purtroppo, a una bimba di cinque anni, anche lei residente in Veneto, deceduta pochi giorni fa per mancanza di disponibilità d’organo. La bimba era affetta da una grave e aggressiva forma di tumore del fegato diagnosticata appena un mese fa. «A volte ci sono giorni in cui arrivano sei offerte di donazione d’organo e altri giorni in cui non ne arriva alcuna», spiega Umberto Cillo, direttore dell’unità operativa, «questo fa capire quanto sia importante donare gli organi, può fare la differenza e salvare molte vite. Per eseguire trapianti di fegato a bambini si utilizza la tecnica dello split, ovvero si divide un fegato donato per dimensionarlo e destinarlo a due pazienti diversi. L’Italia è prima al mondo in questa tecnica perché c’è molta collaborazione tra i centri specializzati. Abbiamo varato un nuovo protocollo per lo split: quando c’è un donatore sotto i 50 anni, nel nostro Paese è diventato obbligatorio proporre questa modalità. La mortalità pediatrica è bassa, il caso della piccola paziente è raro e non ce lo aspettavamo. Siamo molto dispiaciuti». Nel 2015 a Padova sono stati eseguiti sette trapianti di fegato in pazienti in età pediatrica. Il mattino di Padova La dichiarazione pubblicata dal Dott. Enrico Gringeri sulla pagina Facebook «Quello che ho vissuto nei giorni scorsi è stato un dramma che ho sperimentato come uomo e padre prima che chirurgo. Istintivamente ho avvertito l’impulso di esternare questo mio grido di dolore, forse anche egoisticamente, per trovare una pace interiore. Non pensavo di suscitare tutto questo interesse e sono rimasto positivamente impressionato nel leggere la notizia sul Gazzettino di ieri. Ringrazio per questo Federica Cappellato che ha saputo estrarre, da questo mio stato d’animo, un’opportunità per ribadire la fondamentale importanza della donazione degli organi. Spero che da questo mio sfogo sincero nessuno possa pensare ad una strumentalizzazione della notizia ma avverta l’utilità di amplificarla e risaltarla per il bene e l’interesse di tutti. Grazie».
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