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NUOVO FARMACO PER I DIALIZZATI

Consente ai pazienti dializzati una migliore aspettativa di vita, grazie ai suoi effetti favorevoli sulle strutture cardiache.

20/03/2005
Per gli oltre 50 mila italiani che presentano una insufficienza renale cronica, un problema raddoppiato negli ultimi 15 anni, compresi i circa 40 mila malati per i quali la dialisi è l'unica speranza, in quanto il trapianto è riservato a pochi data la penuria di organi, è ora disponibile un farmaco in grado di proteggere ossa, cuore, nervi e muscoli da una delle complicanze più frequenti della dialisi: l'ipocalcemia. "Nell'insufficienza renale cronica allo stadio terminale - ha affermato il prof. Diego Brancaccio, direttore dell'Unita' operativa di Nefrologia e dialisi dell'ospedale San Paolo di Milano - si creano squilibri metabolici tali da spingere le ghiandole paratiroidi a produrre ormone in eccesso: è il cosiddetto ''iperparatiroidismo secondario'', che riduce i valori ematici di calcio. Per compensare, si prescrive vitamina D attiva (calcitriolo), che però ribalta il problema e produce accumuli di calcio con rischi anche mortali". "La nuova molecola è invece una vitamina D 'modificata' (paracalcitolo), che spegne meglio e più rapidamente la produzione eccessiva di ormone paratiroideo senza dare ipercalcemia - ha evidenziato Umberto Di Luzio Paparatti, direttore medico di Abbott Italia. Si tratta, quindi, di una grande innovazione in quanto cura la malattia ossea e soprattutto consente ai pazienti dializzati (la cui qualità della vita è fortemente compromessa dai serrati ritmi settimanali della dialisi) una migliore aspettativa di vita, grazie ai suoi effetti favorevoli sulle strutture cardiache.
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