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OLTRE 120.000 VISUALIZZAZIONI E 300.000 PERSONE RAGGIUNTE NELLA PIAZZA VIRTUALE

GIORNATA DELLA DONAZIONE DI ORGANI, TESSUTI E CELLULE 2020

22/04/2020

COVID-19: LA RETE NAZIONALE TRAPIANTI REGGE
DONAZIONI E TRAPIANTI DEVONO CONTINUARE

 

Domenica 19 aprile, AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule) e Fondazione Trapianti Onlus hanno celebrato la 23ma Giornata per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule, promossa dal Ministero della Sanità, dal Centro Nazionale Trapianti e dalle Associazioni di settore, con una diretta Facebook.

La diretta, avviata dalla pagina Facebook di AIDO https://www.facebook.com/Aido.onlus/ e trasmessa in diretta dalle pagine Facebook del Ministero della Salute, di corriere.it ansa.it e avvenire.it ha totalizzato, ad ora, oltre 120.000 visualizzazioni ed oltre 300.000 persone raggiunte. Dati destinati ancora a crescere.

L’emergenza Covid-19 ha avuto e continua ad avere un impatto non trascurabile sulle attività di donazione e trapianto, però la Rete Nazionale Trapianti regge e reagisce, cercando di salvaguardare la vita delle persone in attesa di cura.

Allo stesso modo, regge e reagisce AIDO che, orfana delle sue “piazze reali”, dei suoi momenti formativi nelle scuole e delle sue manifestazioni, non si è arresa e non è voluta  mancare in questa Giornata. E così, ispirata da due infermiere del NITp (Nord Italia Transplant Program), Nicolina Dell’Orefice e Martha Esposito, con il supporto della Vice Presidente di OPI Milano, Lodi, Monza e Brianza, Cinzia Garofalo e in collaborazione con Fondazione Trapianti Onlus, ha ideato una grande “piazza virtuale”. Un primo esperimento, quello di una diretta social, che possiamo definire completamente riuscito e che certamente ripeteremo in futuro.

Ad aprire il tavolo dei relatori, sotto la brillante conduzione del Dr. Sergio Vesconi, il Direttore del CNT (Centro Nazionale Trapianti) Massimo Cardillo che si dice riconoscente ed insieme orgoglioso della rete trapiantologica italiana, che ha retto nonostante le difficoltà e nonostante il grande sforzo che gli ospedali e le terapie intensive hanno dovuto mettere in atto per combattere la pandemia.

E così, dall’inizio della pandemia sono stati fatti 372 trapianti, con un calo contenuto, intorno al 20%, rispetto allo scorso anno. Risultato, questo, importantissimo, soprattutto se confrontato con altri Paesi, come la Spagna che, seppure leader mondiale nelle donazioni e nei trapianti, ha sofferto un calo dell’80%.

Ma l’impegno degli operatori non basta se non c’è il consenso alla donazione. L’obiettivo è abbattere il muro del 30% delle opposizioni, che si conferma anche quest’anno, seppure con lieve miglioramento, un muro costruito sulla scarsa informazione che ingenera meccanismi di paura e sfiducia e che può essere abbattuto solo con la forza della comunicazione, che trova nella rete dei volontari un ruolo fondamentale.

Altro problema, in questo momento, è la messa in sicurezza della rete, garantendo percorsi sicuri sia per le donazioni sia per i pazienti che affrontano l’intervento di trapianto, ma al grandissimo sforzo compiuto dagli ospedali, si aggiunge l’impegno in questo senso di tutta la filiera, a partire dallo stesso Ministero della Salute, con un lavoro che diventerà ancora più forte nella cosiddetta fase due e quindi nella piena ripartenza delle donazioni e dei trapianti.

Insomma, una prova straordinaria, quella del Covid-19, per la Rete Nazionale Trapianti, che, però, si sta dimostrando all’altezza di superarla, nello spirito, sostenuto da una precisa scelta in tal senso, di continuare a garantire, pur nell’emergenza, un’attività di altrettanta urgenza, quella della donazione e del trapianto.

Testimonianze eccezionali in tal senso, conclude il Direttore, l’utilizzo in Italia di reni prelevati in Svizzera, Paese in cui sono stati sospesi i trapianti, così come i trapianti effettuati anche negli ospedali più colpiti dall’emergenza, come quello di polmoni al Papa Giovanni XXIII di Bergamo, o di cuore al Niguarda di Milano.

A confermare la tenuta del sistema, il dottor Giuseppe Piccolo, Coordinatore Trapianti Regione Lombardia (CRT Lombardia), che ci spiega come l’emergenza sanitaria abbia causato nella Regione, a partire dall’8 marzo, una riorganizzazione sanitaria d’urgenza, riposizionando tutto il sistema dell’accoglimento in ospedale, di cui la donazione è parte, e dirottando alla necessità di cura del Covid-19 tutti i sanitari, compresi quelli fino ad ora in prima linea nella donazione.

In questa situazione, la grande coesione della Rete Trapianti, nei suoi vari livelli, nazionale, regionale e locale, ha garantito la continuazione del sistema di donazione e trapianto, mitigando il peggio (crollo spagnolo citato prima), seppure nella difficoltà, ed assicurando il rispetto della volontà del donatore.

Insomma, le difficoltà create dal Covid-19 hanno portato alla riscoperta del vero senso della “rete”, del valore della sinergia e del lavoro di squadra, con il motivato auspicio che, finita l’emergenza, le donazioni potranno essere ancora più efficaci di prima.

Finalmente il turno della protagonista di questa “piazza virtuale”, Flavia Petrin, Presidente di AIDO, che prosegue negli interventi, portando idealmente con sé, sul tavolo dei relatori, gli oltre 10.000 volontari dell’Associazione e gli oltre 1.400.000 iscritti.

AIDO, da 47 anni, proponendo ai cittadini la corretta informazione che ne rappresenta il presupposto, promuove la donazione come scelta personale, libera e consapevole.

Obiettivo, quello di abbattere il tasso di opposizione alla donazione, tuttora del 30%, che trova spiegazione anche nel fatto di lasciare questa scelta ai propri familiari nel terribile momento del lutto, in cui facile ed umanamente comprensibile è il “no”.

Fine ultimo, quello di far sì che tutte le persone in lista d’attesa possano arrivare al trapianto.

E AIDO, per amore di questo fine, arriva a promuovere la libera scelta dei cittadini nel modo che preferiscono, che sia la firma dell’atto olografo di AIDO o la “scelta in Comune”, progetto partito nel 2010 e al quale AIDO ha da subito aderito come attiva promotrice, confermando il suo modo di lavorare, costantemente al fianco delle Istituzioni, sempre spogliata da ogni interesse diverso da quello della tutela della salute e della vita.

Con grande senso pratico, la Presidente non perde occasione per ricordare alle persone collegate alla diretta, le tre modalità più importanti per diventare donatore: la firma dell’atto olografo dell’AIDO, il consenso prestato presso le Anagrafi al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità e la dichiarazione di volontà effettuata presso le ASL. Modalità più importanti, queste appena elencate, perché i dati vengono registrati nel SIT (Sistema Informativo Trapianti) e sono sempre consultabili dagli operatori della Rete Trapianti.

“Per fare un trapianto ci vuole una donazione e per avere la donazione serve un sì. Noi lavoriamo per quel sì che, se manca, ferma tutta la catena”, le testuali parole della Presidente, che spiegano quel “percorso di un sì” che da sempre trova in AIDO il suo principale punto di partenza.

L’auspicio è che quella solidarietà sociale di cui gli italiani si stanno dimostrando capaci in questo momento molto particolare che stiamo attraversando, possa rimanere anche in futuro, nella costruzione di una nuova consapevolezza che ogni “scelta di valore” ha una ricaduta individuale ma anche sociale.

E la donazione è questo: bambini che possono avere un futuro, giovani che possono diventare genitori, genitori che possono vedere crescere i propri figli, lavoratori che possono continuare a lavorare (il 93% dei trapiantati lavora o è nelle condizioni di farlo). La donazione è un investimento che facciamo per tutta la società.

Abbiamo circa 30.000 donatori e 80.000 sono i trapianti che siamo riusciti a fare. Di questi, 50.000 trapiantati vivono ancora. Trapianti recenti ma anche effettuati da venti, trenta e quarant’anni. Grazie ad un sì.

La conclusione, è un appello a tutti i cittadini a riflettere sulla donazione e ai soci di confermare la scelta in Comune (evitando l’errore in cui sono incorsi - seppure in buona fede ma con un risvolto drammaticamente negativo - 6.000 iscritti, di negare il consenso in Comune), unito a un sentito ringraziamento a tutte le famiglie che hanno scelto di dire “sì”.

E’ la volta di Cinzia Garofalo, vice presidente OPI (Ordine delle Professioni Infermieristiche) Milano, Lodi, Monza e Brianza, impegnata nella rete donazione e trapianto dal punto di vista professionale e formativo.

La dottoressa porta nella conferenza il messaggio dei 25.000 professionisti infermieri, che rappresenta, sull’importanza di “donare per donarsi”, sottolineando come gli infermieri riconoscano la donazione degli organi, dei tessuti e delle cellule come atto di solidarietà umana e sostengano le persone coinvolte nel donare e nel ricevere, cosi come scritto nel loro stesso codice deontologico.

Una categoria, quella degli infermieri, ora vista come un insieme di eroi, di “santi della porta accanto”, come definiti da Papa Francesco, ma in realtà, come sottolineato dalla Garofalo, semplicemente gli stessi professionisti di ieri, oggi e domani, pronti a fare sempre la loro parte, anche sul fronte della donazione di organi, tessuti e cellule.

A portare nel dibattito la categoria dei chirurghi dei trapianti, la dottoressa Ilari Righi, Chirurgia Toracica e Trapianti di Polmone IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano.
Nel suo intervento, tutto il peso dell’emergenza sulle unità operative di trapianto, in una difficoltà che è, insieme, organizzativa, ma anche etica, nel dubbio di un rischio aggiuntivo per il paziente, e, infine, umana, nella comprensione dell’atteggiamento psicologico dei pazienti in lista, affaticati dal dubbio se mai arriverà la “chiamata”, una domanda con cui deve convivere giornalmente ogni paziente in lista , ma resa ancora più urgente dal Covid-19.

A guidare la risposta organizzativa ed etica, proprio l’umana attenzione al paziente e all’urgenza dell’operazione di trapianto, legata alla disponibilità del donatore. Di qui, la decisione del suo Centro trapianti, guidato dal Prof. Mario Nosotti, di proseguire nell’attività trapiantologica, pur con tutte le cautele. Questo atteggiamento iniziale è uscito rafforzato dal successo dell’operazione di trapianto effettuata in questo periodo, ed è agevolato dal lavoro incessante del NITp, dalla rafforzata solidarietà tra i colleghi e dai presidi di sicurezza adottati dal Policlinico.

Serenità, dunque, pur nell’ovvio rallentare dell’attività del Centro, con fiducia di ripartire presto a pieno ritmo.

Particolarmente toccante la testimonianza di Cristiana Cipolla, infermiera della Neurorianimazione ASST GOM Grande Ospedale Metropolitano Niguarda da oltre 13 anni, ora impegnata sul fronte Covid-19 ma da sempre occupata su un altro fronte altrettanto difficile: quello di gestire il momento della donazione degli organi, dedicandosi ai donatori e accompagnando le loro famiglie nel momento del lutto, con il solo conforto del fatto che un’altra equipe potrà, invece, accompagnare un’altra famiglia in un momento di rinascita.

Anche in questa emergenza, cosi confusa e angosciante, la dottoressa riporta diverse esperienze di donazione, a ulteriore testimonianza di un sistema che regge.

A concludere l’intervento, il suo invito a riflettere sulla donazione. Significative le sue parole, proprio perché dette da chi, nell’insieme delle competenze implicate dal sistema della donazione e del trapianto, ha a che fare con la parte più dura: “Il dolore tocca sempre, ma a volte la donazione avviene con naturalezza e ciò accade solo quando si è già parlato in vita del tema, perché donare non è scontato”.

Altrettanto toccante la testimonianza di Matilde Riboldi, infermiera del coordinamento donazione ASST Lodi, in cui lavora dal 2013 in stretta collaborazione con la dottoressa Cuccia.

Una testimonianza dal duplice significato, la sua, come professionista della rete e come paziente. La stessa ci racconta, infatti, i suoi due trapianti di cornee, il primo nel 2003 per cheratoplastica perforante, e il secondo nel 2005, per cheratocono. Un periodo buio, ma anche un punto di inizio nella sua personale cultura della donazione, una cultura da acquisire e divulgare come dovere etico degli infermieri, come da codice deontologico che la stessa richiama e che invita i colleghi a leggere e ad applicare.

Alla base di questa cultura, chi può donare e quando. Quanto alla prima domanda, la persona deceduta, ma con espressione possibilmente personale e in vita. Quanto al secondo punto, la risposta è sempre, perché donare deve diventare una routine e non un evento eccezionale.

Bella la sua riflessione finale sul fatto che, con la donazione degli organi, il corpo di una persona deceduta, deturpato dalla malattia e da terapie spesso aggressive, possa recuperare immagine, dignità, utilità, progettualità e continuità, dando un senso anche alla morte. Spesso improvvisa. Spesso giovane.

A portare la testimonianza dei Coordinamento locali, Marco Sacchi, ASST GOM Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, anestesista rianimatore, che lavora parte del suo tempo al Coordinamento trapianti diretto dalla dottoressa Elisabetta Masturzo.

Anche nella sua testimonianza, la riorganizzazione ospedaliera dettata dal Covid-19 e la scelta di Niguarda di tenere attivo il sistema di donazione e trapianti. E così, sono ben cinque le terapie intensive e più di settanta i letti dedicati alla gestione del coronavirus, ma venti letti di terapia intensiva sono stati mantenuti “puliti” con alcuni posti aperti per i pazienti trapiantati. Un grande sforzo che ha consentito di andare avanti, in piena emergenza, con dodici segnalazioni e dieci casi di consenso alla donazione, con tutte le precauzioni del caso.

Bellissime le parole spese dal dottore per chi dona. Nel Covid-19 è cambiato totalmente il rapporto con le famiglie, dato il distanziamento e l’isolamento, ciò che ha reso le comunicazioni tra i coordinamenti locali e i parenti molto complesse, a partire dalla richiesta di non opposizione. In tale situazione, il consenso dei familiari diventa ancora più difficile e, per questo motivo, ancora più significativo. “Loro sono i veri eroi - conclude Sacchi - i familiari che non si sono opposti alla donazione, portando ad almeno 20 trapianti”.

A chiudere gli interventi dei sanitari, Martha Esposito, IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano, infermiera del NITp, ora impegnata sul fronte Covid, nonché ispiratrice, con la collega Nicolina Dell’Orefice, e con il supporto della Vice Presidente OPI Mi Lomb Cinzia Garofalo, dell’iniziativa di “piazza virtuale”, accolta con entusiasmo da AIDO.

Anche la sua, una testimonianza di una rete dei trapianti che continua, non certo da sola ma grazie all’impegno incessante di tutti gli operatori della rete.

Un sacrificio che trova la sua forza nel non far spegnere la speranza di tutte le persone che sono in lista in attesa per ricevere un trapianto.

Efficace l’appello della dottoressa, che qui riprendiamo: “In questi giorni, abbiamo sentito più volte la frase ‘state a casa’, perché ognuno di noi potrebbe potenzialmente dare via al contagio di circa 10 persone.

Parallelamente, dicendo Sì alla donazione, ognuno di noi può salvare circa 10 vite: diamo il via ad un contagio solidale dando il nostro assenso alla donazione di organi!”.

In questa “piazza virtuale”, non poteva mancare la testimonianza di una persona salvata dal trapianto. A parlare, Marco Minali, trapiantato 27 anni fa di rene, che, dopo il ricordo commosso del suo donatore, si unisce ai pazienti in questo momento in attesa di trapianto, con un messaggio di speranza affinché anche loro possano riprendere in mano la loro vita, dopo tanta sofferenza.

Bello il pensiero di Minali che ricorda, in questa giornata, tutte le Associazioni del dono, accanto ad AIDO, a partire da ANED, di cui lo stesso veste la divisa della Nazionale Trapiantati, ma anche ADMO, AVIS, AITF, ACTI Italia, e tante altre. Tutte pronte, finita l’emergenza, con i loro volontari, a ripartire con ancora più convinzione di prima.

La piazza si chiude sulle note di “A new Beginning”, suonata dal vivo dalla pianista e compositrice Roberta Di Mario. Un nuovo inizio… come quello regalato dalla donazione e dal trapianto.

Milano, 21 aprile 2020
Francesca Boldreghini, Coordinamento Progetto

 

La Presidente Flavia Petrin ringrazia tutti i relatori per aver ricordato, nei loro interventi, AIDO come parte essenziale della Rete Nazionale Trapianti.


Si ringraziano:

AIDO Nazionale
AIDO Gruppo Speciale Milano
20 AIDO Regionali
87 Sezioni Provinciali AIDO
866 Gruppi Comunali AIDO

Fondazione Trapianti Onlus

La coordinatrice
Francesca Boldreghini

Il Moderatore e co-organizzatore
Sergio Vesconi

Le ideatrici
Martha Esposito
Nicolina Dell’Orefice
Cinzia Garofalo

I relatori
Massimo Cardillo, Direttore CNT
Giuseppe Piccolo, Coordinatore Trapianti Regione Lombardia
Flavia Petrin, Presidente Nazionale AIDO
Cinzia Garofalo, Vice Presidente OPI Milano Monza-Brianza Lodi
Marco Sacchi, ASST GOM Grande Ospedale Metropolitano Niguarda
Ilaria Righi, Chirurgia Toracica e Trapianti di Polmone IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano
Alessandra Cipolla, Neurorianimazione ASST GOM Grande Ospedale Metropolitano Niguarda
Matilde Riboldi, ASST Lodi
Marco Minali
Martha Esposito, NITp IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano
Roberta Di Mario, pianista e compositrice, con il brano “A New Beginning”

ansa.it
corriere.it
avvenire.it

Tutti i mezzi di informazione che hanno contribuito a divulgare l’iniziativa

Aurelio Navarra - Comunicazione AIDO Nazionale

Flash mob iItaly - Applaudiamo l’Italia “original”

Supporto tecnico
Fisioterapia e Riabilitazione
Marco Musoroffiti
Enrico Maria Mattia
Gian Pietro Mainardi

Francesca Tamburini alias @CESKA

 

In questo periodo di emergenza Covid-19 AIDO continua l’attività di raccolta delle manifestazioni di volontà positive alla donazione di organi e tessuti.

Abbiamo trovato una formula semplificata: si può anticipare il modulo via mail (meglio se PEC) e perfezionare successivamente (non oltre i 90 giorni) inviando la manifestazione di volontà originale autografa.

Esprimere in vita la volontà sulla donazione, qualunque sia, favorevole o contraria, è una garanzia che la scelta venga rispettata e solleva gli affetti, la famiglia e i parenti, dalla responsabilità di dovere scegliere in un momento troppo delicato e doloroso.

AIDO è aperto 24H/24 per raccogliere il tuo sì

Per ulteriori informazioni:
https://www.aido.it/iscrizione-aido

 

In allegato il comunicato stampa completo.

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