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ORGANI "RIPARATI" PER RIDURRE LE LISTE D'ATTESA

L'esperimento in Australia e Giappone. Tuttavia, questo tipo di trapianto rimane ancora una opzione molto controversa.

06/04/2008
In Australia e in Giappone sono stati trapiantati su alcuni pazienti 'organi riparati', ovvero reni rimossi da altri pazienti perche' affetti da cancro o da altre malattie. La logica, che e' stata ben descritta in un servizio pubblicato sulla rivista 'New Scientist', e' questa: le liste d'attesa per un trapianto sono troppo lunghe; quindi, piuttosto che aspettare anni e anni per un rene, e magari non riuscire a sopravvivere fino a che non arrivi il proprio turno, e' meglio rischiare e ricevere un organo 'di seconda mano riciclato'. Dal 1991 un gruppo di medici, coordinati da Makoto Mannami del Uwajima Tokushukai Hospital (Giappone), ha effettuato trapianti con reni 'riparati' in 42 pazienti la cui eta' media era di 50 anni. Cinque anni piu' tardi, il 79 per cento dei pazienti erano ancora vivo. A darne notizia e' stato un articolo pubblicato sull'American Journal of Transplantation. Invece, un gruppo di medici australiani, coordinato da David Nicol del Princess Alexandra Hospital di Brisbane, ha trapiantato reni 'riparati' in 49 pazienti. I pazienti che hanno ricevuto l'organo sono stati monitorati per una media di tre anni e mezzo. In questa finestra temporale, secondo quanto riportato dal British Journal of Urology International, sono morti soltanto 4 pazienti per cause non collegabili al trapianto. I pazienti erano in tutto 60 e, se fossero rimasti in dialisi in Australia, secondo le previsioni di Nicol, ogni anno ne sarebbero morti 10. ''Questi pazienti mostrano che questo tipo di trapianto e' una possibilita' reale. Puo' essere fatto in condizioni di sicurezza'', ha spiegato G÷ran Klintmalm, presidente della American Society of Transplant Surgeons. Tuttavia, questo tipo di trapianto rimane ancora una opzione molto controversa. Negli Usa i medici australiani sono stati 'martellati', cosi' come ha detto Nicol, per avere applicato questo tipo di trapianto. D'altronde, gli esperti hanno ancora dei seri dubbi sull'efficacia di questo metodo. Il problema principale sarebbe che i pazienti che ricevono un trapianto di rene, che ha subito precedentemente un'operazione di rimozione di un cancro, corrono il rischio di svilupparne un altro in seguito. Finora, pero', l'unico caso che puo' aver fatto sorgere dei dubbi e' quello di un paziente giapponese. La causa della morte del paziente, che ha ricevuto un rene 'ripulito' dal cancro, potrebbe essere stata l'insorgenza di un altro tumore nell'organo ricevuto. Ma si tratta soltanto di un'ipotesi. (vipas)
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