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Padre di 80 anni guarisce dall’epatite C e dona un rene al figlio

19/12/2019

Ha ricevuto un rene nuovo, perfettamente sano e funzionante, da suo padre. Un trapianto come tanti in Italia, eppure con degli elementi che lo hanno reso un caso finora unico: il genitore che gli ha donato, da vivo, il rene è infatti anziano, 80enne, ed era anche affetto da epatite C, virus che gli è stato eradicato completamente prima del trapianto al figlio.

É accaduto a Bologna, nel Policlinico Sant’Orsola, dove l’equipe guidata da Matteo Ravaioli ha eseguito un anno fa questo delicato intervento. Con una particolarità in più: il paziente era anche suo collega, un chirurgo ortopedico 50enne del vicino di casa bolognese Istituto Rizzoli. I due si sono da poco ritrovati fianco a fianco in una sala operatoria del policlinico. «Poche settimane fa mi sono ritrovato in sala operatoria con un collega che era stato mio paziente per un trapianto speciale», racconta Ravaioli, responsabile della fase chirurgica del trapianto di rene al Sant’Orsola.

«Una prima volta in Italia che fino a pochi anni fa sarebbe stata impensabile e che oggi è possibile solo grazie a un team di professionisti, terapie e tecnologie avanzate». Il collega, un chirurgo ortopedico, aveva infatti ricevuto diversi mesi prima un rene da un donatore vivente, suo padre. A rendere particolarmente delicato l’intervento intanto l’età avanzata del donatore, ottantenne, e poi il fatto che fosse malato di epatite C. «Virus che, grazie alle moderne terapie farmacologiche - sottolinea il chirurgo Ravaioli - gli è stato completamente eradicato. Abbiamo opportunamente trattato anche il paziente ricevente, ma siamo riusciti a trapiantargli un rene sano».

L’operazione è stata effettuata un anno fa: sia il donatore 80enne sia il figlio stanno bene, godono di ottima salute. E il chirurgo operato oggi è alle Maldive a festeggiare un anno dal trapianto. Questa storia è l’emblema dei circa 120 trapianti di rene che quest’anno il policlinico bolognese porterà a termine (117 sono gli interventi fino ad oggi eseguiti) attestandosi così insieme a Padova e Torino fra i centri della penisola più performanti su questo fronte.

«Un record che nasconde una grande complessità - spiega Chiara Gibertoni, direttore generale dell’Aou di Bologna - cioè quella di fare rete, sistema». I trapianti di rene sono aumentati del 23% in un anno e del 47% negli ultimi quattro anni. Buoni anche i risultati relativi ai trapianti da donatori viventi, che sono stati il 20% del totale. «Percentuale - sottolinea Gaetano La Manna, direttore dell’Unità operativa nefrologia, dialisi e trapianto - di gran lunga superiore alla media nazionale che è del 15%».

(IlMessaggero.it)

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