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PATRIK STAUDACHER :" IL TRAPIANTO TI CAMBIA LA VITA".

Pubblichiamo l'intervista, realizzata dal CNT per la rubrica Trapianti e Sport, al campione di sci Patrick Staudacher, sciatore alpino italiano, che ha conquistato il titolo di campione del mondo di super-g maschile nel 2007, 2 anni dopo il trapianto di cornea.

01/08/2008
L'intervista a Patrick Staudacher 1. Lei ha conquistato nel 2007 la medaglia d’oro nel super G, regalando per primo all’Italia il podio in questa una specialità. Ma la sua passione per lo sport e suoi i successi nello sci nascono molto tempo fa, infatti giovanissimo si classificò primo al campionato juniores. A 17 anni pensava che sarebbe diventato un campione mondiale? Ho creduto sempre in me stesso e nelle mie capacità. Sapevo di poter vincere in coppa del mondo e mi sono sempre allenato tenendo ben chiaro questo obiettivo! Ma oltre all’allenamento, per vincere i campionati mondiali ci vuole anche un po’ di fortuna e quella per me è stata proprio la giornata giusta! 2. Nella sua carriera ha avuto successo, ma ha dovuto superare anche delle difficoltà fisiche. Come ha affrontato la notizia della malattia di cui soffriva all’occhio destro? E cosa le consigliarono i medici quando le diagnosticarono il cheratocono? Le difficoltà che ho incontrato nel corso della malattia erano legate soprattutto all’allenamento sugli sci, ma non solo, infatti, anche nella vita privata le condizioni fisiche continuavano a peggiorare! I medici mi consigliarono di usare una lente a contatto rigida che mi permetteva di avere una vista discreta, ma sulle piste da sci a 140 Km/h il rischio di perderla era molto alto! Quando la situazione ha continuato a peggiorare, ho preso la decisione di fare il trapianto! 3. Cosa ha provato quando ha preso la decisione si affrontare il trapianto per guarire dalla malattia? E’ stato certamente un momento particolare, inizialmente mi sentivo strano, ma subito dopo ho capito che era qualcosa di positivo. Mi sono reso conto di quanto sia importante un trapianto, perché può aiutare a cambiare la vita di tante persone! 4. Durante la malattia ha continuato ad allenarsi? E che stile di vita ha condotto? Ho continuato sempre ad allenarmi, anche se ogni tanto non era facile a causa del brutto tempo e nelle mie condizioni, con la visibilitá scarsa, ho rischiato spesso di farmi male! Infatti dal 1997 fino al 2002 mi sono infortunato più volte e ho dovuto subire diversi interventi alle ginocchia, e questo succedeva proprio perché quando ero in pista vedevo poco o quasi niente! 5. Nella primavera del 2005, si è sottoposto a trapianto di cornea, quali speranze nutriva nei confronti dell’operazione e com’è cambiata la sua vita dopo l’intervento? Le speranze erano alte e infatti la mia vita, dopo l’intervento, è cambiata completamente! Adesso sto bene, riesco ad allenarmi molto meglio. Ora che ho riconquistato la visibilità anche le piste da sci mi sembrano diverse! 6. Quanto ha contato il sostegno e l’affetto delle persone a lei care nel suo recupero? Il sostegno e lŽaffetto delle persone che mi sono vicine per me è stato molto importante! La mia fidanzata e i miei genitori, soprattutto, mi hanno aiutato molto durante la malattia e nei momenti che hanno preceduto e seguito il trapianto! Ma devo ringraziare anche il dott. Tassinari e il dott. Fontana che mi hanno dato la fiducia che ci voleva per affrontare la malattia e il recupero fisico dopo l’operazione! 7. Dopo quanto tempo ha ripreso gli allenamenti e come è stato il recupero fisico? LŽallenamento atletico ho ripreso quasi subito, e dopo appena un mese ero già sulle piste da sci ad allenarmi! I primi giorni dopo lŽintervento sentivo un po’ di dolore, come è normale che sia dopo un’operazione! Ma il recupero è andato bene ed è stato veramente veloce! 8. Dopo l’oro conquistato ai mondiali è diventato un campione non solo per chi segue lo sport, ma anche un importante testimone per le tante persone che, come lei, hanno subìto un trapianto o ancora sono in lista d’attesa. Cosa si sente di dire a queste persone? Penso che la cosa più importante sia non aver paura, informarsi e conoscere gli eventuali rischi dell’operazione e di essere psicologicamente preparati al trapianto perché in questo modo anche il recupero è più rapido! Il trapianto, per chi è in lista di attesa è una possibilità unica, che ti cambia la vita!
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