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PAZIENTI CON TRAPIANTO DI RENE: SCONFITTO IL SARCOMA DI KAPOSI

Lo studio, condotto presso le Università di Bari e Foggia, nell'ultimo numero della rivista scientifica "The New England of Medicine"

08/04/2005
L’ultimo numero della rivista scientifica "The New England Journal of Medicine” pubblica uno studio sul "Sarcoma di Kaposi" in pazienti portatori di trapianto renale, condotto presso la Divisione di Nefrologia, Dialisi e Trapianto dell'Università di Bari, in collaborazione con la Struttura di Nefrologia, Dialisi e Trapianto a conduzione universitaria degli "Ospedali Riuniti", diretta dal prof. Loreto Gesualdo, dell'Università di Foggia. Il "Sarcoma di Kaposi" è una neoplasia maligna caratterizzata dalla comparsa, a livello cutaneo e delle mucose, di lesioni dall'aspetto nodulare o a placca di colorito rosso violaceo; può coinvolgere gli organi interni, risultando potenzialmente fatale. L'incidenza di tale neoplasia è estremamente bassa nella popolazione generale mentre risulta aumentata di oltre 500 volte nei pazienti immunodepressi, quali i portatori di trapianto, a seguito della somministrazione cronica di farmaci antirigetto. L'evoluzione del Sarcoma di Kaposi dopo il trapianto di rene, pertanto, risente positivamente della riduzione o sospensione della terapia immunodepressiva che inevitabilmente però espone i soggetti affetti al rigetto dell'organo trapiantato. L'innovazione apportata da questo studio, consiste nella possibilità, attraverso la somministrazione di un nuovo farmaco antirigetto (Rapamicina), di garantire da un lato una efficace immunosoppressione e dall'altro la guarigione delle lesioni sarcomatose grazie ad un effetto antineoplastico del farmaco utilizzato. Tali risultati hanno permesso di cominciare a sperimentare il farmaco anche in altre forme di neoplasia in pazienti portatori di trapianto d'organo, nonchè nella popolazione generale, in particolare in pazienti affetti da carcinoma renale. Presso la Struttura Complessa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto a conduzione universitaria degli "Ospedali Riuniti" di Foggia è, infatti, in corso un protocollo sperimentale che prevede la somministrazione di un derivato della Rapamicina in pazienti affetti da carcinoma renale metastatizzato: per questo la Struttura universitaria degli "OO.RR." è diventata centro di riferimento pugliese per tale patologia. I
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