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Perso il cuore, ma il paziente trapiantato è salvo.

L’Air Ambulance si è piegato sul lato in fase di decollo, a Forlì a causa di una forte nevicata. Grazie all’allerta nazionale trovato un altro organo.

07/03/2011
Un incidente aereo nella notte del 2 marzo ha messo in pericolo la vita non solo del pilota e di una équipe medica che trasportava un cuore da trapiantare, ma anche quella di un paziente che si trovava già in sala operatoria alle Molinette in attesa dell’organo. L’incidente, dovuto a una tempesta di neve, ha coinvolto un Air Ambulance che, in fase di decollo da Forlì, si è piegato su un lato, urtando un’ala. L’aereo è uscito di pista rompendo il carrello. Nessun ferito a bordo. L’intervento sull’uomo che attendeva il cuore è stato realizzato grazie all’impegno della rete nazionale delle donazione che permette di trovare in tempi brevissimi un altro organo. Questa volta il donatore è un quarantenne morto per emorragia cerebrale all’ospedale di Lecco. Il trasporto non ha problemi e alle 3 della notte parte la maratona per il nuovo intervento che si è concluso dopo quasi 36 ore in cui l’uomo è stato sempre in circolazione extracorporea. «L’intervento è durato circa 6 ore, - ha detto il chirurgo - e si è svolto regolarmente. Ora è in prognosi riservata, come da routine, ed entro 24-48 ore scioglieremo la prognosi. Il mio paziente è sempre rimasto sedato, gli racconteranno la storia i suoi parenti. Adesso l’importante è che si riprenda». Ma il cuore che non è stato possibile trapiantare per superati limiti di tempo, non è andato del tutto perduto: portato ugualmente alle Molinette, sono state asportate due valvole, poi consegnate all’apposita banca presso l’ospedale Regina Margherita di Torino. Potranno essere utilizzate per pazienti che ne avranno bisogno. Di seguito il commento di Massimo Gramellini pubblicato sul quotidiano “La Stampa” del 5 marzo. Cuore Questa storia comincia con un malato cardiaco che sta morendo in ospedale. E con un cuore nuovo a bordo di un aereo-ambulanza, fermo sulla pista in attesa di spiccare il volo. Fra il malato e il cuore ci sono 400 chilometri e un cielo pieno di neve. In sala operatoria tutto è pronto per l’espianto del cuore guasto, eppure il chirurgo frena: prima, dice, assicuriamoci che l’aereo parta davvero. Scelta giusta numero 1: la saggezza. Sulla pista nevica fitto, non ci sono le condizioni per decollare, ma il pilota e l’équipe medica sanno che è questione di vita o di morte e così decidono di mettere in gioco la loro, di vita. Scelta giusta numero 2: il coraggio. L’aereo prova ad alzarsi, ma la tormenta lo sbatte a terra,costringendolo a piegarsi su un’ala. Tutti sani e salvi tranne il cuore, che l’urto ha reso inservibile. Nessuno recrimina, nessuno perde la testa. Viene lanciato un appello per un cuore nuovo. Scelta giusta numero 3: il carattere. La fortuna ha un debole per i forti: il cuore viene subito trovato e condotto a destinazione in tempo utile per salvare il paziente. Intanto ha smesso di nevicare e l’aereo azzoppato può decollare: dal cuore inservibile i medici riescono comunque a recuperare due valvole. Serviranno ad altri malati. Il gesto di un eroe dipende, in fondo, da un uomo solo. Mentre questa storia è meravigliosa perché allinea una serie ininterrotta di gesti giusti compiuti da un numero rilevante di persone. Che sia potuta succedere in Italia (fra Torino, Lecco e Forlì) è una di quelle notizie che fanno davvero bene al cuore.
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