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PIEMONTE: PRIMO TRAPIANTO DI CUORE "FUORI SEDE"

Il delicato intervento si è svolto all'Aso S. Croce e Carle di Cuneo.

26/07/2007
Il cuore di un trentenne rumeno morto in un incidente stradale nelle Marche, da questa notte batte nel corpo di un cardiopatico 43enne del Cuneese. Il delicato intervento si è svolto il 25 luglio scorso all'Aso S. Croce e Carle di Cuneo, - con la collaborazione della equipe cardiochirurgiche ed anestesiologiche delle Molinette guidata dal Prof. Rinaldi e del S. Croce e Carle con Dr. Grossi ed il Dr. Locatelli - su un paziente in immediato pericolo di vita. Per eseguire il trapianto è stato necessario un nulla osta eccezionale del Ministero, per far sì che l’operazione potesse svolgersi anche non in uno degli ospedale autorizzati, ma al Santa Croce di Cuneo: l’uomo, ormai in condizioni disperate, non avrebbe infati retto il trasporto alle Molinette di Torino. La gara di solidarietà contro il tempo ha potuto giungere a buon fine grazie al tempestivo assenso, prima da parte del Centro di coordinamento trapianti del Piemonte, poi del Ministero della Sanità, a poter intervenire 'fuori sede', primo caso simile in Piemonte. Per il paziente, sofferente di una cardiopatia ischemica, era scattato ieri mattina l'allarme rosso in tutta Italia per reperire un cuore nuovo. Ieri sera la disponibilità dell'organo, ma il malato, attaccato a una macchina artificiale, ormai non poteva più essere trasferito a Torino, dove lo attendeva l'equipe di cardiochirurgia del primario Mauro Rinaldi. A seguito del veloce via libera, la stessa equipe si è spostata a Cuneo per eseguire il trapianto, che è terminato felicemente attorno alle 3 della notte. Il paziente è attualmente ricoverato presso la struttura di terapia intensiva cardiochirurgia dell’Ospedale di Cuneo in prognosi riservata. "Professionisti formati e operanti nel Servizio Sanitario Pubblico hanno cooperato e fatto rete per giungere ad un risultato d'eccellenza, là dove ce n'era il bisogno assoluto - hanno commentato Andrea Bruno, Segretario provinciale CGIL Funzione Pubblica e Gian Luca Visconti, Segretario provinciale CGIL FP Medici -. Portare l'eccellenza dove c'è bisogno di salute, operando scelte flessibili e collaborative, è la massima espressione di quel welfare dei risultati, e non solo delle opportiunità, che solo il servizio pubblico può dare. Ben oltre gli sbandieramenti di scorciatoie manageriali annunciate a gran voce. Esempi come questo ridanno dignità con i fatti alla professione medica e sanitaria, in tempi in cui ne vengono umiliate responsabilità ed autonomia". Elena Martini
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