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PRIMA DONAZIONE SAMARITANA IN ITALIA INNESCA UNA CATENA CROSS OVER DI TRAPIANTI DI RENE DA VIVENTE.

10/04/2015
La prima catena di trapianti incrociati di rene da vivente in modalità cross-over è stata eseguita in questi giorni consentendo di donare e trapiantare sei pazienti. La catena-cross over è stata possibile grazie al primo donatore samaritano che ha "innescato" questo effetto domino che ha permesso a 5 coppie di donare e ricevere un rene. La catena si è conclusa con il trapianto di un paziente iscritto nella lista d'attesa da cadavere. Questo caso è di particolare rilevanza perché grazie alla donazione da vivente cross-over è stato possibile incrociare in successione tutti i donatori e i riceventi delle coppie - idonei al trapianto da vivente ma incompatibili tra di loro a livello immunologico o per gruppo sanguigno- creando una catena di donazioni e di trapianti. Il primo anello di questa catena è stato un donatore da vivente samaritano, un singolo donatore che, senza alcun legame affettivo con i riceventi, ha deciso di donare un proprio rene a scopo di trapianto per salvare la vita di un paziente. Un gesto altruistico che in Italia è ammesso solo per il rene, e segue gli indirizzi espressi dal Comitato Nazionale di Bioetica del 23 aprile 2010 e dal Consiglio Superiore di Sanità del 4 maggio 2010, nel rispetto della legge n. 458/67 e del suo regolamento attuativo n. 116 del16 aprile 2010. Il donatore samaritano è stato inserito in un programma di carattere nazionale gestito dal Centro Nazionale Trapianti che prevede un iter specifico e scrupoloso per la valutazione clinica del donatore, la valutazione psicologico/psichiatrica e una valutazione di parte terza che, per la donazione samaritana, viene compiuta da una commissione nazionale. Superate queste tre fasi il donatore samaritano è stato considerato idoneo ed ha seguito il protocollo gestionale che prevede l'allocazione dell'organo donato nel programma crossover. Per trovare la catena ideale tra queste 5 coppie è stato necessario progettare una combinazione basata su un primo livello di abbinamento tra donatori e riceventi eseguito dagli esperti del Centro Nazionale Trapianti. Il laboratorio centralizzato di immunogenetica dell'A. O. San Camillo-Forlanini di Roma ha eseguito i test clinici dei campioni di siero dei riceventi con le cellule dei donatori confermando i cross match negativi e quindi l'idoneità della catena. Martedì 7 aprile alle ore 8.30 il primo donatore di rene Samaritano d'Italia ha donato il proprio rene in un centro della Lombardia e da quel momento è partita una organizzazione complessa che ha riguardato 6 donatori (1 maschio e 5 femmine), sottoposti ad una operazione chirurgica laparoscopica per il prelievo del rene, e 6 pazienti (5 maschi e 1 femmina) che hanno ricevuto il trapianto. Questa procedura, durata 72 ore, ha coinvolto il coordinamento nazionale (CNT) e il coordinamento operativo (CNTO) nella gestione delle procedure di prelievo e trapianto. Quattro i centri in cui sono stati prelevati i sei reni, quattro i centri di trapianto che hanno ricevuto gli organi donati, 11 équipes e circa 150 persone coinvolte tra medici, infermieri, rianimatori, operatori della Polizia di Stato, che ha assicurato il rapido trasporto degli organi con personale della Polizia Stradale a bordo della Lamborghini Gallardo, una cinquantina i messaggi scambiati nel gruppo di Whatsapp creato dal CNT Operativo per un aggiornamento costante, in diretta, h24. L’intervista a Repubblica di Vincenzo Passarelli, presidente nazionale A.I.D.O. "Bella storia ma la scommessa è sulla sensibilità più ampia"  />

Cosa pensa del donatore samaritano?</b>
Un bellissimo gesto quello di chi dona in questo modo, senza legami con la persona malata. Più in generale è importante che si facciano i trapianti da viventi e i medici dovrebbero informare di più i pazienti su questa possibilità. Però per noi questo tipo di donazione non può che avere un ruolo sussidiario».

<b>Come mai?</b>
«Non vorremmo che i trapianti da vivente riducessero l'attenzione su quelli da cadavere, non ci dimentichiamo che questi ultimi sono legati a una responsabilità collettiva molto più ampia e non ad un fatto individuale o familiare. Bisogna promuovere maggiormente questo tipo di donazione perché, anche se l'Italia in generale va bene, ci sono regioni dove non vengono applicate le linee guida volute dal Centro nazionale trapianti e di conseguenza l'attività è troppo ridotta». 

<b>Qualche esempio?</b>
 «Non si capisce perché la Toscana ha 37 donatori per milione di abitanti e la Campania ne ha un po' meno di sette. Questo vuol dire che c'è qualcuno che fa poco per segnalare i potenziali donatori. Se certe regioni si applicassero di più in questa opera di sensibilizzazione, questi gesti di altruismo tra sconosciuti o tra parenti   che comunque comportano un sacrificio fisico importante, potrebbero non rendersi necessari».
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<i>In allegato documentazione sul trapianto da vivente e sulla donazione samaritana.</i>
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            <div class= 10] Parere del Comitato Nazionale di Bioetica del 23 Aprile 2010 sulla "Donazione da vivo del rene a persone sconosciute" 11] Parere del Consiglio Superiore di Sanità del 4 maggio 2010 sulla donazione samaritana 1] Intervista di Vincenzo Passarelli, presidente nazionale A.I.D.O., al quotidiano "La Repubblica" del 10 Aprile 2015 2] Dati sul trapianto di rene da vivente - Attività 2014 3] Il trapianto di rene da vivente in modalità incrociata (Cross-Over) 4] La donazione samaritana: cos'è e come avviene 5] Il quadro normativo di riferimento, linee-guida e protocolli 6] Legge n. 468 del 26 Giugno 1967 (Trapianto del rene tra persone viventi) 7] Legge n. 483 del 16 Dicembre 1999 (Norme per consentire il trapianto parziale di fegato) 8] Decreto n. 116 del 16 Aprile 2010 (Regolamento per lo svolgimento delle attività di trapianto di organi da donatore vivente) 9] Legge n. 167 del 19 Settembre 2012 (Norme per consentire il trapianto parziale di polmone, pancreas e intestino tra persone viventi)
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