indietro

Prima i giovani.

E se le regole per la distribuzione degli organi venissero capovolte?

04/04/2011
Se ne discute negli Usa dove l'organismo che coordina le donazioni (Unos), ha proposto che i reni prelevati dai donatori migliori possano essere trapianltati ai pazienti in condizioni di salute meno gravi e più giovani, in modo da rendere più efficace il trapianto date le maggiori probabilità di sopravvivenza a lungo termine del paziente. Tutto il contrario di quanto accade oggi: gli organi sono attribuiti in base al tempo passato in lista d'attesa per cui i più ammalati hanno maggiori possibilità di ricevere un organo. Le reazioni sono ambivalenti: da una parte c'è chi condivide la proposta perché gli organi sono pochi ed è meglio vadano a chi ha maggiori possibilità di vivere a lungo. Dall'altra, invece, c'è chi non ammette che l'età possa essere un fattore di discriminazione. Oggi un sessantenne grazie a un trapianto di rene può ambire a una vita normale per almeno vent'anni. Perché togliergli questa opportunità? É giusto cambiare le regole in nome di un pragmatismo concreto ma forse esasperato? La medicina dovrebbe chiedersi quale sia la cosa più giusta da fare, non solo la più conveniente. (Ignazio Marino, Chirurgo, Presidente Commissione Parlamentare d'inchiesta su sul Servizio Sanitario Nazionale , L'Espresso, 4 aprile 2011)
torna su