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PRIMA IL BAMBINO, ORA IL TRAPIANTO

Ha rinunciato due volte al trapianto di rene, per portare a termine la gravidanza.

18/08/2002
Luisa, 40 anni, da 13 anni in dialisi, ha partorito un bimbo di 7 mesi all'Ospedale di Ortona (Chieti). Francesco, questo il nome dato al bambino, pesa un chilo e 400 grammi e ha già fatto la sua prima poppata. Per arrivare al parto - un fatto eccezionale per una dializzata, di cui si ha notizia di un solo precedente in Italia - ha rinunciato a due chiamate per il trapianto di reni: è iscritta nell'elenco dei pazienti dell'ospedale dell'Aquila. Un primo intervento, anni fa a Lione, era finito male, con una crisi di rigetto. Per alleviare i sette mesi di gravidanza alle spalle, si è sottoposta alla dialisi tutti i giorni, 2 ore per seduta, evitando così lo stress delle 4 ore a giorni alterni. Nella stanza al piano rialzato dell'ospedale è un via-vai di parenti e medici. «Non facciamo altro che ringraziare coloro che ci sono stati vicini», dice il marito, «medici, paramedici,ausiliari: tutti. Ora bisogna attendere in che modo evolvono le condizioni di Francesco, anche se i medici sono fiduciosi. E' chiaro: non vediamo l'ora di ritrovarci tutti e tre a casa. I valori di Luisa vanno migliorando. Se si sente bene e non ci sono controindicazioni, sarà dimessa presto, anche se dovrà continuare a fare la dialisi. Il trapianto? Al momento non sappiamo nulla ma la speranza è che si possa fare presto, anche se bisognerà valutare che tipo di reazione ha avuto il corpo di Luisa con le trasfusioni dovute alla gravidanza. Forse ci vorrà tempo per avere un organo nuovo. Adesso, però, dobbiamo occuparci di nostro figlio». Tra le donne in età fertile sottoposte a dialisi l'incidenza di concepimento è bassissima: solo lo 0,5% secondo la letteratura scientifica e solo nella metà dei casi l'esito della gravidanza è positivo. (vipas)
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