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PRIMO CUORE DI LABORATORIO DA 2 SPECIE ANIMALI

L'esperimento realizzato da un'equipe medica dell'Università del Minnesota e riportato dalla rivista scientifica Nature Medecine.

13/01/2008
Un'equipe medica dell'Università del Minnesota ha creato il primo cuore 'bioartificiale': ovvero un organo prelevato da un maiale o da un topo, 'rinnovato' in tutte le sue parti non essenziali e fatto tornare a battere in laboratorio grazie all'utilizzo delle cellule staminali. Si tratta, scrive la rivista Nature Medicine, di una prima assoluta, che potrebbe segnalare una svolta nel mondo dei trapianti, mettendo fine alla cronica mancanza di donatori che mette a rischio milioni di persone che hanno bisogno di un cuore nuovo. Ma anche lasciare prevedere un futuro dove tutti gli organi necessari possano essere creati in laboratorio. Con un pregio enorme: il cuore bioartificiale riduce di molto il rischio di rigetto, secondo i ricercatori statunitensi. "Quando lo abbiamo visto contrarsi per la prima volta siamo rimasti senza parole", ha scritto Harald Ott, uno dei partecipanti alla ricerca, che ora lavora al General Hospital in Massachusetts. La procedura ha visto il cuore dell'animale spogliato tutte le cellule non essenziali. Solo la proteina scheletro, che ha generato la forma del cuore, non è stata toccata. Questo scheletro cellulare è stato poi ripopolato con cellule 'progenitrici' staminali prese dall'organo di animali neonati che sono cresciute attorno a quanto era rimasto, creando alla fine un nuovo organo, che ha quindi ripreso a contrarsi. La tecnica è stata testata su maiali e ratti, ed è ancora considerata 'altamente sperimentale'. Test su cuori umani sono lontani ancora molti anni. Doris Taylor, direttrice del centro per la ricostruzione cardiaca dell'università del Minnesota, dice che questo è un passo essenziale verso la creazione di cuori su misura, ma anche vasi sanguigni ed altri organi per persone in attesa di trapianto. L'idea, dice al Sunday Times, "sarebbe quella di sviluppare vasi sanguigni trapiantabili o interi organi che sono fatti delle tue stesse cellule. L'idea, guardando avanti, è di costruire un cuore usando le cellule staminali del paziente. Apre la porta alla nozione che puoi generare qualsiasi organo: reni, fegato o pancreas. Dicci quale e noi speriamo di farlo". La procedura usata da Taylor e dai suoi colleghi è chiamata decellularizzazione: con l'uso di composti chimici, si tolgono le cellule dall'organo dell'animale morto. Lo scheletro proteico viene quindi ripopolato con le staminali cardiache. Quattro giorno dopo, le cellule hanno iniziato a contrarsi, e dopo otto, afferma Taylor, i cuori bioartificiali di topi e maiali hanno iniziato a battere. (VIPAS)
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