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Primo Report CSV su volontariato

É come una banca dati unitaria per il settore

22/10/2015
Il mondo delle organizzazioni di volontariato italiano ha la sua prima banca dati unitaria, un sistema che permette di raccogliere la carta di identità di ognuna di loro. Le informazioni raccolte sono state illustrate a Expo, al padiglione della società civile di Cascina Triulza, nel corso della presentazione del “Report nazionale sulle organizzazioni di volontariato”, censite da Csv (Coordinamento nazionale dei centri di servizio per il volontariato), in collaborazione con Fondazione Ibm Italia. “Con questo primo rapporto per la prima volta si armonizzano migliaia di dati raccolti dai nostri singoli Csv in un sistema conoscitivo unitario - ha spiegato il presidente di Csvnet, Stefano Tabò -. L’obiettivo è affinarlo anno dopo anno per accrescere le informazioni sulle realtà del volontariato in Italia, non solo in termini qualitativi ma quantitativi. Uno strumento utile anche per Comuni, media, mondo accademico e donatori di risorse economiche”. Il sistema ha censito in Italia 44.182 organizzazioni, secondo dati aggiornati al 2014. In base ai valori assoluti, che premiano le regioni più popolose, spicca la Lombardia con oltre 8 mila organizzazioni registrate, la regione da sola ospita il 18 per cento del totale delle realtà analizzate ma è anche la più popolosa d’Italia. In sole cinque regioni (Lombardia, Toscana, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna) si concentra oltre la metà (55%) delle organizzazioni di volontariato registrate. La metà delle organizzazioni ha come massimo ambito territoriale di riferimento il Comune, solo cinque su 100 hanno un riferimento nazionale o internazionale, e opera con meno di 16 volontari (solo il 15 per cento delle realtà censite ha un numero di volontari superiore a 50). É Genova la città dove sono state censite le organizzazioni più antiche: hanno sede legale nella provincia di Genova realtà associative fondate nel 1464, 1650, 1786, 1800. La maggior parte delle organizzazioni opera nel campo dell’assistenza sociale e della sanità: da sole queste due classi racchiudono il 55 per cento del totale delle realtà, seguono le associazioni che si occupano di cultura sport e ricreazione.
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