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PRIMO TRAPIANTO CUORE INTERAMENTE ARTIFICIALE

L'intervento eseguito a Padova su un paziente di 54 anni.

10/12/2007
Un eccezionale trapianto e' stato eseguito oggi nell'ospedale di Padova: a un paziente di 54 anni ricoverato in Cardiochirurgia, e' stato trapiantato un cuore interamente artificiale. Si tratta del primo intervento chirurgico di questo genere effettuato in Italia ed e' stato eseguito dall'equipe di Cardiochirurgia diretta dal professor Gino Gerosa. Il paziente si e' svegliato da poco proprio nel giorno del suo compleanno e sta bene. La cultura della donazione in questi anni ha avuto un notevole sviluppo, ma nonostante l'enorme sforzo organizzativo degli organi competenti finalizzato a sostenerla, ancor oggi il numero dei donatori di cuore disponibili riesce a soddisfare non piu' del 50% delle richieste all'anno. L'utilizzo dei sistemi meccanici per assistenza ventricolare (ventricoli artificiali) sia pulsatili che a flusso continuo sono una realta' clinica. Tali sistemi promettono oggi buoni risultati, sia come ponte al trapianto, sia nell'attesa del recupero della funzione cardiaca laddove questa sia stata gravemente compromessa da patologie quali le miocarditi o l'infarto. L'impiego di dispositivi che possono sostituire la funzione di parte del cuore (Vad sinistro) sono stati applicati in piu' parti del mondo ed anche in Italia ma l'impiego di un cuore artificiale totale che sostituisce completamente l'organo cuore, non era ancora stato impiantato in Italia. Il primo trapianto di cuore artificiale in Italia avviene nell'anno del 40mo anniversario dal primo trapianto di cuore, effettuato a Citta' del Capo Sud Africa da Christian Barnard, a Padova, sede del primo trapianto di cuore in Italia avvenuto nel 1985. Il sistema CardioWest Tah (Total artificial heart: Cuore artificiale totale) e' un dispositivo pulsatile biventricolare che sostituisce completamente il cuore del paziente pompando il sangue nella circolazione polmonare e sistemica. Si tratta quindi di un cuore completamente meccanico trapiantato all'interno del paziente nella stessa posizione del cuore nativo, previa asportazione del cuore del paziente stesso. Il CardioWest rappresenta un'innovazione per la possibilita' di rimuovere completamente il cuore nativo, essere impiantato all'interno del paziente, e garantire flussi e portate elevate in grado di sopperire completamente alla funzione cardiaca. Il cuore artificiale e' composto da una parte impiantabile (i ventricoli) e di una consolle esterna collegati con linee pneumatiche. Questo cuore, del peso totale di 160 grammi, e' formato da due camere ventricolari artificiali, ciascuna costituita da un corpo semirigido di poliuretano, suddivise al loro interno da una membrana flessibile che separa la camera ematica, destinata ad accogliere il sangue del paziente, da quella pneumatica. I diaframmi di poliuretano permettono il riempimento del ventricolo artificiale (fase diastolica del ciclo cardiaco) e di eiettare il sangue (fase sistolica) spinti dall'aria proveniente dalla consolle. I ventricoli sono provvisti di valvole meccaniche e permettono la circolazione unidirezionale del sangue all'interno delle camere cardiache. Il cuore artificiale totale viene connesso agli atrii del paziente che fungono da supporto come nel trapianto cardiaco. La consolle esterna fornisce l'aria pneumatica capace di far muovere i diaframmi presenti all'interno del cuore artificiale, fornendo pertanto la forza in grado di promuovere il movimento del sangue. La consolle fornisce autonomia massima al paziente per sei ore, garantisce la mobilita' del paziente e la sua autonomia illimitata. Alla fine di questo tempo il paziente potra' ricaricare la sua consolle con nuove bombole di aria compressa che potra' tenere presso a casa. Il 30 novembre scorso era stato ricoverato in cardiochirurgia un paziente di 54 anni, sottoposto negli ultimi cinque mesi a due interventi cardiochirurgici, presso altro centro, per la sostituzione della valvola aortica e dell'aorta ascendente. Al momento del ricovero, le condizione cliniche del paziente erano estremamente critiche, con ventricoli gravemente disfunzionanti. Viste le gravi condizioni cliniche, si e' deciso - con il benestare del ministero della salute - di impiantare un cuore artificiale. L'equipe del professor Gerosa, con dieci collaboratori, era coadiuvata anche da un pool di ingegneri di estrazione internazionale Vipas
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