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PRIMO TRAPIANTO DI DISCHI INTERVERTEBRALI

Lo ha reso noto il settimanale The Lancet.

06/04/2007
Nell'Ospedale della Marina di Pechino, un'équipe di chirurghi cinesi e di Hong Kong ha eseguito con successo il trapianto allogenico di dischi intervertebrali su cinque pazienti, offrendo un'alternativa per curare la cosiddetta malattia degenerativa discale (Ddd nella sigla inglese). I dischi gelatinosi che separano le vertebre della colonna, con l'invecchiamento possono usurarsi e disidratarsi, diventando così meno flessibili, e si possono danneggiare più facilmente. I dischi intervertebrali funzionano come ammortizzatori del midollo, donando flessibilità alla colonna vertebrale e permettendo di piegarsi e voltarsi. Tuttavia, il loro deterioramento può compromettere anche le funzioni nervose, causando formicolii e forti dolori a gambe e braccia. Il coordinatore dell'équipe Keith Luk, professore e capo del dipartimento di ortopedia e traumatologia presso l'Università di Hong Kong, ha reso noto sull'autorevole settimanale The Lancet di aver trapiantato i dischi intervertebrali di tre giovani donatrici, che avevano perso la vita in un incidente stradale, su cinque pazienti vittime della malattia degenerativa del disco, nel periodo compreso tra marzo 2000 e gennaio 2001. Si tratta del primo trapianto allogenico di dischi intervertebrali umani al mondo. Dopo 5 anni di follow-up, i sintomi neurologici dei pazienti risultano significativamente migliorati, nessuna immunoreazione è stata registrata, e solo lievi processi degenerativi sono stati osservati nei dischi trapiantati. "Con gli enormi progressi fatti nell'area della conservazione degli innesti, della ripopolazione con cellule viventi dei tessuti allogeni, della tecnica chirurgica, il trapianto di dischi può diventare il trattamento di riferimento nelle patologie degenerative dei dischi", sottolinea Luk. "Stiamo effettuando altre indagini sulla cinematica del disco trapiantato, su come ottenere una migliore conservazione nel tempo, su come prevenire il deterioramento dei nuovi dischi e su come rendere completamente compatibile il disco trapiantato con le cellule del paziente". Wafa Skalli e Jean Dubousset  del Biomechanics Laboratory ENSAM-CNRS francese commentano sul Lancet che "questo nuovo approccio sembra di particolare interesse soprattutto per i pazienti più giovani". La sfida futura è estendere questa tecnica dalla spina cervicale a quella lombare dove l'anatomia, la cinematica e il peso sopportato dalle strutture rendono tutto molto più difficile. Bibliografia Ruan D, He Q, Li J, Luk KDK. Intervertebral disc transplantation in the treatment of degenerative spine disease: a preliminary study. The Lancet 2007; 369: 993-99. [abstract] Skalli W, Dubousset J. Intervertebral disc transplantation. The Lancet 2007; 369: 968-9. Fatti e cifre n. 97
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