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Primo trapianto di trachea al mondo in un bambino.

Eseguito da un team di medici fiorentini ed inglesi coordinati dal prof. Paolo Macchiarini.

19/03/2010
Lunedì scorso è stato eseguito all’ospedale Great Ormond Street di Londra, dal chirurgo toracico Paolo Macchiarini, il primo trapianto di trachea al mondo in un bambino. Un team di medici fiorentini ed inglesi hanno eseguito il trapianto di trachea nel bambino di circa 10 anni, utilizzando le cellule staminali dello stesso per rigenerare l’organo all’interno del suo organismo. A novembre del 2008 era stato eseguito in Spagna lo stesso intervento su una donna di 30 anni, Claudia Castillo, ad opera dello stesso chirurgo. La paziente, in quel caso, aveva subìto il danneggiamento della trachea a causa della tubercolosi; anche allora, il trapianto dell’organo venne effettuato innestando cellule staminali per favorire il rigeneramento della stessa trachea. L’intervento, nel bambino come nella donna di due anni fa, è potuto avvenire senza il temuto “rigetto” dell’organo che l’organismo stesso poteva considerare “estraneo”, poiché, appunto, “auto - generato” dallo stesso. Il risultato è una sorta di “ibrido” tra la trachea del donatore e quella rigenerata del ricevente. In sostanza, è stato utilizzato l’organo di un donatore ma ripulito delle sue cellule sostituite con cellule staminali del ricevente. Ed è questa tecnica che, a conclusione dell’intervento del trapianto di trachea, ha permesso di fare a meno di immunosoppressori. L’Azienda USL 6 di Livorno è stata protagonista di questo primo trapianto al mondo di trachea in un bambino. Da un donatore identificato all’ospedale livornese deceduto per politrauma veniva prelevata, assieme ad altri organi, anche la trachea. La donazione, coordinata da Paolo Lopane (Coordinatore Rete Aziendale Donazione e Trapianto), ha richiesto circa 7 ore per il prelievo ed ha viste impegnate 5 equipe che si erano alternate presso il Blocco operatorio del Presidio. Il trasporto degli organi era stato poi effettuato tramite “Esculapio”, il sistema di trasporto regionale dedicato. Il dottor Lopane e la Direzione aziendale desiderano esprimere un sentito ringraziamento ai parenti del donatore. Ringraziano, inoltre, il personale sanitario intervenuto all'evento per la preziosa collaborazione, che ha reso ancora una volta possibile il prelievo e, quindi, una nuova speranza di vita grazie al trapianto. “Colgo, inoltre, l’occasione – dice Paolo Lopane – per ricordare che ogni trapianto è il frutto del grande senso di solidarietà umana che molti di noi sanno esprimere, anche nei momenti più difficili, sia nel caso di trapianti eccezionali come quello del bambino londinese, che nel caso di trapianti ormai più consueti ma non per questo meno importanti”.
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