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PRIMO TRIMESTRE 2005: LA DONAZIONE E' IN CRESCITA

Continua il divario tra Nord e Sud. Non risolto ancora il problema organizzativo delle Regioni del Centro Sud.

08/05/2005
In occasione della Conferenza Stampa di presentazione della settimana della Donazione, il Direttore del Centro Nazionale Trapianti, Dott. Alessandro Nanni Costa, ha presentato al pubblico e alla stampa il Report con i dati dell'attività di donazione e trapianto del primo trimestre 2005, che evidenzia un trend in continua crescita dal 2001 (il numero di donatori per milione di popolazione in Italia era pari a 17,1 nel 2001, contro il 22,5 del primo trimestre 2005). In crescita anche il numero dei trapianti effettuati: da 3.217 nel 2004 salgono già, secondo le proiezioni, a 3.285 nel 2005. In leggero calo, inoltre, le opposizioni alla donazione, segno questo di una maggiore fiducia nel sistema e dell'efficacia dell'attività informativa promossa in questi anni. Tra le Regioni, il primo posto per donatori di organi utilizzati spetta, per il primo trimestre 2005, alla Liguria (56,8 per milioni di abitanti), seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano, con 43,8 pmp, e dal Friuli Venezia Giulia, con il 37,7 pmp. I dati presentati rivelano tuttavia evidenti differenze tra Nord e Sud Italia: "Infatti, mentre le donazioni di organi mediamente crescono nel Nord Italia - sottolinea Alessandro Nanni Costa, presidente del Centro nazionale trapianti - nel Meridione tendono a diminuire". Maglie nere sul fronte delle donazioni di organi sono quindi Sicilia, Calabria e Puglia, ma anche Lazio e Campania. "Ciò non vuole certo dire - ha precisato, Domenico Di Virgilio, sottosegretario alla Salute - che c'è una scarsa sensibilità dei cittadini di queste Regioni, ma che bisogna intervenire sul piano organizzativo e migliorare la cooperazione che si attiva di fronte a una donazione di organi, anche e soprattutto all'interno delle strutture ospedaliere". Sulla necessità di intervenire sul fronte organizzativo, ottimizzando il sistema delle donazioni, si è soffermato anche Nanni Costa. "Le Regioni italiane che hanno ottenuto i migliori risultati sono intervenute semplicemente sull'organizzazione, ottimizzando le varie fasi che caratterizzano la donazione di organi, dall'accertamento della morte cerebrale agli esami di idoneità. I 34,6 donatori per milioni di abitanti della Spagna - ha aggiunto - non sono un'utopia, ma un traguardo raggiungibile compiendo degli interventi mirati". (vipas)
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