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PROTOCOLLO EUROPEO CONTRO IL TRAFFICO D'ORGANI

Lo ha annunciato il ministro Sirchia in risposta ad una interpellanza parlamentare.

25/01/2004
Sarà pronto a breve un protocollo contro il traffico d'organi nell'Unione europea. Il documento, ha annunciato il ministro della Salute Girolamo Sirchia in risposta a un'interrogazione del senatore An Riccardo Pedrizzi, è in fase di elaborazione, e "obbligherà i vari Paesi dell'Ue a legiferare contro tutti i crimini e le attività legate al traffico d'organi, per avvicinare le legislazioni nazionali attraverso definizioni comuni e sanzioni, rendendo possibile una reale collaborazione a livello giudiziario". Pedrizzi chiedeva al Governo "provvedimenti legislativi contro ogni forma di commercializzazione degli organi, introducendo pesanti sanzioni che servano da deterrente. E strumenti e presidi per rintracciare il percorso del traffico, in accordo con altri Paesi europei". Nella risposta all'interrogazione, Sirchia ha spiegato che l'obiettivo del protocollo è di combattere il traffico d'organi e di tessuti umani come forma di crimine organizzato; descrivere le forme di traffico che devono essere considerate punibili penalmente in tutti gli Stati membri e le sanzioni minori accettabili, proporzionate e più serie a seconda del crimine commesso; individuare le linee di un'azione comune per combattere il traffico degli esseri umani, e quindi degli organi e dei tessuti. E ancora, il protocollo punta a estendere la giurisdizione degli Stati membri nei casi in cui il crimine sia commesso al di fuori del territorio nazionale, poiché dai Paesi europei spesso è organizzato un turismo a scopo di trapianto nelle nazioni con meno controllo e sanzioni. È prevista, inoltre la nascita di un'organizzazione internazionale con capacità giuridica, anche nel caso di crimini commessi al di fuori degli Stati membri.
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