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QUALITA' DEI TRAPIANTI: PUBBLICATI I NUOVI DATI

Per il quarto anno consecutivo la rete trapiantologica pubblica in modo dettagliato sul sito www.trapianti.ministerosalute.it gli esiti dell'attività di trapianto.

11/02/2009
Pubblicati i nuovi dati sulla qualità dei trapianti in Italia di Alessandro Nanni Costa. Direttore Centro Nazionale Trapianti Per il quarto anno consecutivo la rete trapiantologica pubblica integralmente, e in modo dettagliato, sul sito del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, gli esiti dell'attività di trapianto, un quadro complessivo dei risultati ottenuti a partire dalle differenze che caratterizzano le casistiche dei singoli centri. Si tratta di una presentazione unica a livello nazionale poiché non vi sono altre pubblicazioni simili, nel complesso delle attività del Sistema Sanitario Nazionale e a livello europeo, per quanto riguarda le attività trapiantologiche. Il complesso dei dati che pubblichiamo indica un sistema trapianti vivace, flessibile, che, rispetto all'incremento dell'età dei donatori e dei trapiantati e alle difficili condizioni di operatività che spesso si verificano, risponde mantenendo o, in diversi casi migliorando, la qualità delle performance. Ne deriva che la qualità dei nostri Centri e la professionalità delle équipe che vi operano è tale da resistere alle possibili difficoltà di un sistema che in questi anni è cresciuto in complessità, pur mantenendo una dimensione in linea con quella di altri grandi Paesi europei. A questo proposito può essere significativo soffermarsi su alcuni dati, non risultanti dalle tabelle ma utili a completare il quadro: il numero dei Centri operanti in Italia è in linea con quello dei Centri attivi in Francia e i Spagna, Paesi con sistemi vicini al nostro in termini di organizzazione e funzionamento della rete. Dal 1999 il numero dei Centri aperti è stato inferiore al 25% del totale, mentre la produttività del sistema è aumentata di oltre il 45%: questo significa che le Regioni e il sistema trapianti hanno valutato i programmi di trapianto in modo attento e ponderato. Al di là delle buone notizie che riesce a dare, la rete trapianti sta tuttavia concentrando i propri sforzi su vari fronti per migliorare e aumentare l'accessibilità al trapianto. Due di questi, in particolare, meritano di essere citati in questo contesto: la proposta del trapianto da vivente e la revisione dei criteri per l'inserimento dei pazienti nelle liste d'attesa per il fegato. Riguardo alla questione del trapianto da vivente, in genere proposto in subordine al trapianto da cadavere, occorre sottolineare che la cautela e le attenzioni seguite, in modo particolare per il trapianto di fegato da vivente, hanno sinora dato ottimi risultati, soprattutto per quanto riguarda la safety del donatore. I dati contenuti nel Registro Italiano sul follow-up dei donatori da vivente, l'unico ufficiale esistente a livello europeo, ne sono la dimostrazione. Accanto a ciò, l'esigenza di aumentare il numero dei trapianti da vivente, condivisa nell'ambito della comunità trapiantologica, ha dato vita, dopo un anno di lavoro al quale hanno partecipato tutte le componenti della rete, comprese le Associazioni che rappresentano i pazienti, a un documento nazionale, una sorta di manifesto, sul trapianto di rene da donatore vivente, che individua come diritto di ogni paziente la valutazione del programma di trapianto da donatore vivente, qualora ne esistano le condizioni. D'accordo con la Società Italiana di Nefrologia il documento sarà ampiamente diffuso in tutti i Reparti e nei Centri Dialisi. L'altro fronte su cui si sta lavorando riguarda i criteri di composizione e di scelta del candidato al trapianto di fegato. Un problema reale, date le differenti metodologie adottate dai Centri Italiani. La politica che stiamo promuovendo in questo campo si muove sulle seguenti linee: 1. raccogliere e rendere disponibili a tutti i Centri le valutazioni dello status clinico di tutti i pazienti inseriti in lista; 2. armonizzare i criteri di inserimento in lista, portando la discussione non solo in sede tecnica (tra tutti i Centri), ma anche con gli Assessorati alla Salute; 3. favorire, attraverso incontri comuni, la scelta condivisa di un sistema che dia certezze ed equità ai pazienti. Queste linee dovranno essere attuate in un quadro generale che preveda una posizione sulla lista nazionale unica, argomento appparentemente 'indiscutibile' in quanto l'uso di una lista nazionale per l'attribuzione di tutti gli organi penalizzerebbe le regioni che hanno fatto una attiva politica sul procurement di organi, mentre favorirebbe quelle meno attive, i cui centri trapianti riceverebbero organi in ogni caso. L'alternativa a questa ipotesi potrebbe, invece, essere quella di individuare quali sono i pazienti realmente a rischio grave e attivare a favore di essi un programma di carattere nazionale analogo a quello delle urgenze. Questa, come molte altre questioni simili che sono sul nostro tavolo, rappresenta i nostri impegni per il nuovo anno di attività. Nell'allegato una sintesi A.I.D.O. sulla valutazione di qualità del rene, cuore e fegato e sulle condizioni di vita sociale dei pazienti trapiantati. I dati generali e le casistiche dei singoli centri si possono consultare sul sito:
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