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Record nei trapianti: conservati i polmoni per oltre 11 ore in attesa dell’intervento.

Il ricevente sottoposto a doppio trapianto di fegato e polmoni.

15/10/2013
Un team chirurgico multidisciplinare dell’Università di Lovanio (Belgio) ha conservato con successo i polmoni di un donatore al di fuori del corpo per oltre 11 ore con l’aiuto di una speciale macchina. Si tratta di un vero e proprio record e si è reso necessario perché il ricevente è stato sottoposto a trapianto di fegato prima di quello di polmoni. Il paziente ha ora lasciato l’'ospedale ed è in buona salute, riferisce una nota dell’ospedale. Il paziente, che soffriva di insufficienza polmonare cronica, aveva sviluppato improvvisi problemi epatici acuti ed era andato in coma. L’unica opzione chirurgica per una persona con una malattia polmonare terminale e una malattia epatica terminale, è un trapianto combinato fegato-polmoni. IL DOPPIO TRAPIANTO Ma la «doppia» ricerca di organi pone spesso un serio problema di tempistica, dice Dirk Van Raemdonck, chirurgo che ha partecipato all’intervento: «Normalmente - spiega - il trapianto di polmone viene effettuato prima di quello di fegato. Normalmente un polmone può essere conservato al di fuori del corpo per un massimo di 10 ore. E un trapianto di polmone può avere successo solo se il fegato funziona ancora correttamente. Per questo paziente abbiamo dovuto trapiantare il fegato prima dei polmoni. Per mantenere i polmoni del donatore in buono stato la nostra equipe medica ha utilizzato una nuova tecnica di conservazione». LA NUOVA MACCHINA I polmoni non sono stati infatti messi nel ghiaccio come accade di solito, ma sono stati conservati con una macchina chiamata Ocs Lung, che ha fornito agli organi un lavaggio continuo e ossigeno a temperatura ambiente. Van Raemdonck evidenzia: «La macchina ci ha consentito di mantenere i polmoni al di fuori del corpo per più di 11 ore senza effetti negativi». Una macchina simile esiste già per i reni, ma attualmente la nuova tecnica non viene rimborsata dalle assicurazioni sanitarie in Belgio e viene dunque utilizzata solo in casi particolari. I costi per questo trapianto sono stati interamente coperti dalla University Hospitals Leuven e dall’azienda che produce la macchina. (Il Corriere della Sera)
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