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Regione Toscana: nuova organizzazione e nuovo coordinatore per migliorare ancora donazioni e trapianti.

Il nuovo coordinatore è Giuseppe Bozzi.

22/03/2011
Un nuovo coordinatore alla guida dell’O.T.T., l’Organizzazione Toscana Trapianti. E una nuova organizzazione nella struttura che presiede alle attività di donazione e trapianti di organi in Toscana. Il nuovo coordinatore è Giuseppe Bozzi, medico con decennale esperienza nel settore della donazione, coordinatore locale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria pisana e dell’Area vasta nord-ovest, nonché responsabile regionale del Programma di monitoraggio donazione organi e tessuti. Quanto alla necessità di una nuova organizzazione, nella fase storica in cui ci troviamo, l’allungamento della vita media e il calo di mortalità da traumi nei giovani, con la conseguente diminuzione di organi disponibili, impongono un ripensamento del sistema donazioni-trapianti. La Toscana, che è stata sempre al primo posto in Italia quanto a donazioni, è riuscita finora a contenere la flessione. Ciononostante, i professionisti concordano sulla necessità di ripensare nuove strategie. Questi i temi affrontati oggi dall’Assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno reso parte il direttore del Centro Nazionale Trapianti, dottor Alessandro Nanni Costa, e il nuovo coordinatore O.T.T., dottor Giuseppe Bozzi. “Da molti anni la Toscana è la regione più “generosa”, quella che ottiene i risultati migliori in Italia in fatto di donazioni e trapianti, con un 75% di assenso alle donazioni da parte dei familiari - dice l’assessore Scaramuccia - Il merito più importante è senza dubbio dei donatori: di chi in vita ha manifestato la volontà di donare organi dopo la morte, e dei familiari che, in mancanza di una dichiarazione scritta, hanno saputo interpretare il pensiero solidale del congiunto defunto, traducendo il dolore della sua morte in una speranza di vita per persone sconosciute. Un’altra parte del merito va indubbiamente al modello organizzativo disegnato dall’O.T.T., che ha portato a una migliore gestione delle attività e delle strutture di prelievo e trapianto di organi, tessuti e cellule sul territorio regionale, in una logica di rete che tende al superamento delle differenze di attenzione e di impegno tra le diverse aziende. Un modello che può e deve evolvere ulteriormente, per mantenerci all’avanguardia: per questo, con le novità che introdurremo, vogliamo rilanciare e dare nuovo impulso al sistema donazione-trapianto della Toscana”. I dati. Il sistema donazione e trapianto regionale toscano è da anni, e continua ad essere, ai vertici nazionali. La Toscana è la prima regione in Italia per tasso di donazione per milione di abitanti, e di conseguenza garantisce ai propri cittadini l’opportunità terapeutica trapiantologica in tempi di attesa inferiori rispetto a quelli medi nazionali. Nel 2010, sia in Toscana che a livello nazionale, si è registrata una flessione nel numero dei donatori segnalati, e quindi anche nel numero dei trapiantati. La flessione registrata nel 2010 nel numero di trapianti effettuati non è dovuta ad una perdita di efficienza del sistema, ma alla riduzione del numero dei decessi con lesioni cerebrali in terapia intensiva, e alle crescenti non idoneità. Ma in Toscana, il tasso di procurati (donazioni che hanno avuto il consenso dei familiari, a cui però non ha fatto seguito il prelievo di organi, per diversi motivi, per esempio, la mancanza di un ricevente idoneo), effettivi (prelevato almeno un organo, anche se poi non viene trapiantato) e utilizzati (effettivamente trapiantati) si è mantenuto pressoché doppio rispetto alla media nazionale. Nel 2010, in Toscana i donatori segnalati sono stati 76 per milione di abitanti (ma nel 2009 erano stati 83); in Italia, 36. I tempi di attesa medi stimati per i pazienti iscritti in lista in Toscana continuano ad essere inferiori rispetto a quelli medi nazionali: rene: 2 anni e mezzo in Toscana, 3 la media nazionale; fegato: 6 mesi in Toscana, 2 anni media nazionale; cuore: 15 mesi in Toscana, quasi due anni e mezzo media nazionale; polmone: poco meno di un anno in Toscana, .8 anni la media nazionale; pancreas: 2 anni e mezzo in Toscana, oltre anni media nazionale. “L’aumento del numero degli interventi non è strettamente vincolato a quello delle donazioni - osserva il dottor Alessandro Nanni Costa - Lo testimonia la flessione registrata quest’anno negli accertamenti di morte (pari a -1%), che si è accompagnata ad un sensibile calo dei trapianti (pari a -9%). L’aumento dell’età media dei donatori e la diminuzione del numero dei decessi in seguito a lesioni cerebrali ci pongono di fronte a nuove sfide, che il Centro Nazionale Trapianti ha già raccolto. Il trend è nazionale e chiama in causa l’intero sistema sanitario del nostro Paese. E’ necessario mettere in campo delle azioni mirate in grado di fronteggiare queste realtà”. “Mi accingo a ricoprire l’incarico di Coordinatore Regionale dei Trapianti - dice il dottor Giuseppe Bozzi - non solo seguendo lo spirito ella Legge 91/99 e il mandato Regionale ma, anche, con la responsabilità che mi deriva dall’esperienza maturata in questi ultimi dieci anni della mia vita professionale passati a tessere un piccolo frammento della rete della donazione e del trapianto. Ho ben presente la complessità del sistema, così come riconosco l’eccellenza delle professionalità che vi operano con la massima dedizione e competenza. Il lavoro più grande è stato già fatto. Si tratta ora di affrontare quello che nelle organizzazioni ad alta complessità è il più difficile a realizzare; vale a dire il consolidamento dell’esistente e l’aumento dei livelli di sicurezza di alcuni punti nevralgici del sistema. Sono comunque certo che, come sempre, i professionisti che operano ad ogni livello nella rete regionale saranno i primi a riconoscere e a sostenere la necessità di una riorganizzazione”.
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