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RICERCA TRAPIANTI: FEGATO COLTIVATO IN LABORATORIO IMPIANTATO IN TOPI

Si tratta del primo passo di una strada ancora molto lunga e difficile.

01/04/2004
Sono stati impiantati in topi e ratti frammenti di tessuto del fegato coltivati in laboratorio. L'obiettivo e' ricostruire, direttamente nell'organismo, un organo nuovo, un organo completo e sano. Si tratta del primo passo di una strada ancora molto lunga e difficile, ha detto il responsabile della ricerca, George Michalopoulos, del dipartimento di Patologia dell'universita' americana di Pittsburgh. L'obiettivo e' arrivare a costruire in laboratorio un fegato umano a partire da un gruppo di cellule, ma ''nessuno e' in grado di prevedere quando cio' sara' possibile'', ha osservato Michalopoulos, al quale si deve la scoperta del fattore di crescita delle cellule del fegato (epatociti), chiamato HGF (Hepatocyte Growth Factor). Una scoperta che ha aperto la via alla possibilita' di rigenerare il fegato, visto che e' un cocktail di fattori di crescita e sostanze nutrienti a permettere di coltivare in laboratorio le cellule epatiche. ''Gli esperimenti sugli animali sono in corso, e contemporaneamente si stanno coltivando in laboratorio cellule di fegato umano, ma - ha rilevato il ricercatore - c'e' ancora molta strada da fare prima di arrivare ad ottenere un nuovo organo. Nessuno e' in grado di prevedere quando questo sara' possibile''. Quello che invece oggi e' realistico, secondo Michalopoulos, e' capire come si organizza un tessuto complesso come il fegato. ''Ci interessa capire il modo in cui il fegato si rigenera'', ha aggiunto. Se quindi ottenere e poter impiantare nell'uomo un fegato costruito in laboratorio richiedera' ancora moltissimo lavoro, nel frattempo si osserva cio' che accade nelle cellule di fegato umano in coltura. L'obiettivo e' capire il meccanismo complesso con cui gli strati delle cellule che compongono l'organo (epatociti e cellule biliari) si organizzano con il tessuto connettivo fino a formare una struttura complessa. Nel frattempo si lavora alla rigenerazione del fegato seguendo una seconda strada, piu' vicina a trasformarsi in una futura terapia. Sono infatti in corso, fra Stati Uniti e Giappone, le prime sperimentazioni sull'uomo del fattore di crescita HGF scoperto nel 1989 da Michalopoulos e contemporaneamente da due gruppi giapponesi, e il cui recettore e' stato individuato dall'italiano Paolo Comoglio, direttore scientifico dell'Istituto per la ricerca e la cura del cancro di Candiolo (Torino). ''L'obiettivo dei test in corso - ha detto il patologo americano - e' utilizzare il fattore di crescita per rigenerare il fegato colpito da malattie croniche, come la cirrosi''.
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