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Rientrati i trapiantati dai 5 giorni di trekking nel deserto.

Italia Transplant Trekking: sei trapiantati di rene hanno sfidato il deserto algerino nel corso di un progetto di ricerca.

16/12/2009
Sei trapiantati di rene hanno sfidato il deserto algerino, dal 4 al 13 dicembre, nel corso di un progetto di ricerca che ha valutato la loro risposta fisiologica a un'attività sportiva estrema e continuativa di cinque giorni. L'impresa, 'Italia Transplant Trekking' (Itt), i cui risultati sono stati presentati oggi a Milano, conferma come lo sport - secondo quanto affermano gli esperti - sia da considerare uno strumento per migliorare la ripresa psico-fisica dopo un trapianto di organo. I pazienti (cinque uomini e una donna), impegnati in escursioni a piedi per circa 18 chilometri al giorno, tra variazioni altimetriche che vanno da 1.000 a 1.720 metri, sono stati monitorati 24 ore su 24 per valutarne frequenza cardiaca, idratazione e metabolismo basale, in movimento e a riposo. L'iniziativa e' nata con l'obiettivo di sottolineare il ruolo dello sport come terapia nel post-trapianto, a testimonianza della sua efficacia in termini di qualità di vita dei pazienti. E' stata promossa dalla Fondazione per l'Incremento dei Trapianti d'Organo e Tessuti, con Novartis e col supporto scientifico del Centro Nazionale Trapianti (C.N.T.). I sei trapiantati hanno camminato nel deserto, accompagnati solo da cammelli che hanno trasportato vettovaglie e tende per dormire. Solo a sera venivano raggiunti dai fuoristrada, che servivano unicamente per assicurare un trasferimento veloce in caso di necessità. Sono stati scelti in base a una serie di indagini preliminari al fine di escludere qualsiasi rischio. ''La qualità dei trapianti d'organo ha oggi spostato l'attenzione sui problemi post-trapianto - spiega Alessandro Nanni Costa, direttore del C.N.T. -. Tra questi, i più frequenti sono le patologie cardiovascolari derivate soprattutto da alterazioni del metabolismo lipidico indotte dalle gravi insufficienze d'organo e da terapie anti-rigetto. Per affrontare questo problema - conclude Costa - l' attività fisica risulta fondamentale in quanto funge da 'farmaco', permettendo un miglior controllo della glicemia, migliorando le alterazioni del metabolismo, contribuendo a ridurre i valori pressori e a potenziare anche i meccanismi che contrastano l'osteoporosi''. (ANSA) In allegato il testo del comunicato stampa dell'iniziativa
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