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RIGETTO: UNA NUOVA TERAPIA PER BLOCCARLO

L'ultimo numero di Transplantation riposta i risultati di uno studio condotto dai ricercatori dell'Ospedale "Bambin Gesu' "di Roma. Si tratta della fotoferesi una terapia che attiva la tolleranza immunologica contro il rigetto post-trapianto d'organo. .

25/04/2005
Pubblicati sull'ultimo numero di Transplantation i risultati di uno studio condotto dai ricercatori dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù che per la prima volta, dimostra i meccanismi e l'efficacia della fotoferesi, una nuova terapia che attiva la tolleranza immunologica contro il rigetto post-trapianto d'organo, alternativa all'uso dei farmaci immunosoppressori, senza però compromettere la resistenza dell'organismo alle infezioni. La scoperta apre nuovi scenari anche per pazienti affetti da patologie autoimmuni e per gli allergici. E' quindi targata Ospedale Pediatrico Bambino Gesù la scoperta del meccanismo di attivazione della fotoferesi cellulare, un processo terapeutico in grado di consentire all'organismo di chi riceve un organo, grazie a un trapianto, di "tollerarlo" bloccando i possibili meccanismi di rigetto, fino ad oggi arginabili solo grazie all'uso di farmaci immunosoppressori, dai pesanti effetti collaterali tossici. Il trapianto consiste nella sostituzione di un organo non più funzionante, perché distrutto da una malattia o da una malformazione, con uno sano ottenuto da un donatore. La differenza genetica tra il donatore e il ricevente rimane ancora oggi un grosso problema. Solo se il donatore è gemello identico del paziente, il trapianto attecchisce immediatamente. Ma questo non si verifica nella stragrande maggioranza dei pazienti che 'ricevono' un organo da un donatore. Trovare un donatore identico (come se fosse un gemello) è estremamente difficile, se non impossibile, per cui si cerca il donatore più "compatibile", cioè geneticamente più simile al ricevente. Tuttavia, il sistema immunitario riconosce anche la pur minima estraneità dell'organo trapiantato e cerca di eliminarlo, causando talvolta il drammatico evento del rigetto acuto e più frequentemente i sintomi lentamente progressivi del rigetto cronico. E' per questo che è necessario somministrare farmaci immunosoppressori, al momento l'unico rimedio insostituibile per evitare il rigetto dell'organo trapiantato. Gli immunosoppressori, che attualmente devono essere somministrati per il resto della vita del 'ricevente', hanno però anche effetti collaterali tossici, particolarmente pesanti nei bambini. L'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - punto di riferimento a livello internazionale per la salute dei bambini e dei ragazzi, in particolar modo per quanto attiene i trapianti d'organo pediatrici - da qualche anno ha iniziato a trattare i piccoli pazienti con la fotoferesi, una terapia già sperimentata negli Stati Uniti sugli adulti nel trapianto di cuore e rene. Questa metodica, nonostante l'efficacia, è ancora poco usata, perché, fino ad oggi, non erano noti i meccanismi cellulari alla base degli effetti immunomodulanti. In altre parole, sembrava funzionasse, ma non si sapeva bene perché. Lo studio, condotto dai ricercatori e dai medici del Bambino Gesù, ha finalmente chiarito il mistero: la fotoferesi induce una situazione di tolleranza immunitaria, cioè riduce la reattività del sistema immunitario verso l'organo trapiantato, senza però influire sulla sua capacità di resistere alle infezioni. Il meccanismo cellulare consiste nell'aumento di una popolazione di cellule recentemente identificate e chiamate cellule T regolatorie (Treg). Le Treg si trovano ad una frequenza molto bassa in tutti gli individui normali ed hanno la funzione di mantenere la tolleranza, cioè la non-reattività, contro i costituenti normali dell'organismo. Nel topo è stata dimostrata la loro importanza nella modulazione del rigetto di trapianto d'organo ed anche nel mantenimento della gravidanza, una situazione nella quale il feto rappresenta il tessuto estraneo, diverso (per il 50%) geneticamente dalla madre. Al contrario degli immunosoppressori, che indeboliscono la funzione del sistema immunitario nel suo complesso, contro il trapianto ma anche contro le infezioni, le Treg non influenzano la difesa contro i germi patogeni, permettendo all'organismo di continuare a reagire contro batteri e virus. Si aprono ora importanti scenari sul ruolo delle Treg nelle malattie autoimmuni e nelle allergie, due condizioni che potrebbero beneficiare in futuro del trattamento con fotoferesi ed essere positivamente influenzate dall'aumento della funzione inibitoria delle Treg. Lo studio del Bambino Gesù dimostra per la prima volta che è possibile modulare il numero e la funzione delle cellule Treg nell'individuo trapiantato, usando la fotoferesi. Sperimentazioni sono già in corso per stabilire le modalità più efficaci di trattamento. Lo scopo ultimo della ricerca è di capire se sarà mai possibile sostituire, o almeno ridurre in maniera sostanziale, i farmaci immunosoppressori nei pazienti trattati con la fotoferesi ed ottenere così una tolleranza quasi fisiologica, che non comprometta le difese immunologiche, che sono la nostra "artiglieria pesante" contro gli agenti infettivi, così pericolosi specialmente dopo un trapianto. Il trattamento con la fotoferesi è ben tollerato, i suoi effetti benefici si mantengono per parecchi mesi e può essere ripetuto senza rischi. (vipas)
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