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ROMA: PARTORISCE E LE TRAPIANTANO IL FEGATO

Giovane greca di 25 anni in coma e il suo bambino salvati all'ospedale S. Eugenio. E' la prima operazione del genere al mondo.

04/05/2008
Un intervento eccezionale, durato quindici ore e senza precedenti. Una ragazza greca di 25 anni, in fin di vita per un'epatite fulminante ed incinta al settimo mese, ha partorito e poi ha ricevuto un fegato nuovo. La doppia operazione, la prima al mondo nel suo genere per questo tipo di malattia, è stata effettuata è avvenuto due settimane fa a Roma all'ospedale S. Eugenio e ha permesso di salvare sia lei che il bambino. La donna, ha spiegato il professor Giuseppe Tisone, coordinatore dell'operazione e responsabile del centro trapianti dell'universita di Tor Vergata, era arrivata in Italia da Salonicco dopo un'allerta internazionale per epatite fulminante e versava in condizioni disperate: era in coma per insufficienza epatica. I medici hanno deciso di tentare un'intervento estremamente rischioso, ma necessario per salvare la vita a lei e al nascituro. Dapprima la donna è stata fatta partorire, subito dopo è stato effettuato il trapianto. Una maratona di 15 ore che ha coinvolto venti operatori sanitari, tra chirurghi, infermieri, anestesisti. "Il neonato - ha raccontato il chirurgo - pesava un chilo e 300 grammi ma aveva un apparato respiratorio ancora non formato completamente; è stato subito rianimato e successivamente trasferito nell'unità di terapia intensiva neonatale dell'ospedale Bambin Gesù. Immediatamente dopo è cominciato il trapianto di fegato sulla donna". Madre e neonato sono in condizioni soddisfacenti. Dopo pochi giorni dal trapianto la donna ha ripreso conoscenza e le funzioni vitali. "Le condizioni della giovane mamma e del neonato lasciano ben sperare - ha detto Tisone - e grazie alle terapie antivirali la donna ha debellato il virus dell'epatite B. Una donazione di organo che ha salvato due persone, madre e bambino". La complessa operazione, ha spiegato il direttore del Centro nazionale trapianti Alessandro Nanni Costa, è stata possibile grazie ad un accordo internazionale tra Italia e altri paesi in vigore da alcuni anni e al quale partecipano alcuni centri di eccellenza. Repubblica.it
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