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ROSY BINDI CRITICA IL MINISTRO DELLA SALUTE

All'origine la firma del Ministro al manifesto per il diritto alla salute e il sostegno al Sistema sanitario nazionale.

23/05/2002
Il Ministro della salute, Girolamo Sirchia,ieri si è recato presso l'aula magna dell'Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma, è ha firmato il manifesto, promosso dal comitato "Solidarietà e Salute", per il sostegno e il rilancio del Servizio sanitario nazionale. Dopo la firma ha dichiarato alla stampa:" La salute è un bene di tutti, non è di destra né di sinistra. Perciò dobbiamo lavoare insieme perché questo Servizio sanitario nazionale venga rafforzato. Aderisco con piena convinzione a questa iniziativa, non solo a parole, ma con i fatti di 44 anni di professione. Gli italiani vogliono il Servizio sanitario nazionale, ma ci sono aspetti su cui dobbiamo intervenire, la realtà è cambiata, l'autonomia delle Regioni e il federalismo sono fatti che dobbiamo accettare. Nel sistema ci sono iniquità ( le liste d'attesa, l'insufficiente valorizzazione delle professionalità, i fondi ancora sottostimati) e dobbiamo avere il coraggio di ammetterlo, per correggerle. Le Regioni devono essere sostenute e accompagnate nel processo di responsabilizzazione. Quello che stiamo facendo è per evitare in futuro la sfiducia dei cittadini, contro la quale il Ssn non sarà difendibile". Pronta la replica di Rosy Bindi, ex ministro della Sanità, e anche lei firmataria del manifesto per il diritto alla salute. " E' "impropria" la firma del ministro della Salute, Sirchia - ha dichiarato la Bindi - perché deve formalmente ricevere le firme, essendone il destinatario. Non può confondere le acque, ma rispondere e non chiedere alla raccolta delle firme e anche perché da quando la maggioranza delle regioni sono in mano al centrodestra, c'è stato un progressivo indebolimento del sistema sanitario italiano. Chi compie atti legislativi, politici, denigrando il sistema, e fa propaganda con le dentiere e gli psicologi di quartiere, indebolendo il sistema, allora firma impropriamente. Dovrebbe almeno -ha concluso la Bindi - ritirare il decreto sugli Irccs, altrimenti con la firma diventa una compagnia che imbarazza".
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