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SALUTE, 24 MILA ITALIANI CON RENE POLICISTICO: PROBLEMI PER 1 SU 3

Si tratta di una malattia ignorata, che costituisce la principale causa genetica di insufficienza renale cronica. Colpisce nel mondo più di 12,5 milioni di persone, circa 205 mila in Europa e 24 mila solo in Italia

28/03/2016
Fare luce sul rene policistico (Adpkd): una malattia ignorata, che costituisce la principale causa genetica di insufficienza renale cronica e colpisce nel mondo più di 12,5 milioni di persone, circa 205 mila in Europa e circa 24 mila solo in Italia. È l’obiettivo di Airp Onlus Associazione Italiana Rene Policistico, che in occasione della Giornata Mondiale del Rene dello scorso 10 marzo ha diffuso un video emozionale sul rene policistico e ha organizzato alcune postazioni informative a Milano, Treviso e Salerno. Il video pubblicato sul sito www.renepolicistico.it sfrutta la tecnica del bodypainting per rappresentare visivamente l’ingrossamento smisurato che un rene può subire a causa della malattia, aumentando addirittura fino a 10 volte le proprie dimensioni. Dolore, depressione e difficoltà nello svolgere le attività quotidiane sono le principali conseguenze: più di 1 paziente su 3 vede compromesse le relazioni sociali (41%), la vita sessuale (42%) e rinuncia ad avere figli (35%). "Il rene policistico - spiega in un comunicato Airp onlus - è una malattia ancora poco conosciuta- commenta Luisa Sternfeld Pavia, Presidente di Airp onlus - che ha però un forte impatto psicologico e sociale: il rene moltiplica infatti le proprie dimensioni, al punto che le pazienti sembrano costantemente incinte. Il paziente può avere difficoltà a respirare, a mangiare e diventano complicate anche le attività più semplici, come salire le scale o allacciarsi le scarpe. La Giornata Mondiale del Rene è l’occasione giusta per fare informazione, visto soprattutto il tema di quest’anno dedicato alle malattie renali infantili. Il rene policistico viene trasmesso dai genitori ai figli: se uno dei due genitori ha l’Adpkd, la possibilità che la malattia sia trasmessa è del 50% ogni gravidanza. Purtroppo, però, ancora troppo spesso il rene policistico viene diagnosticato in uno stadio già avanzato, tra i 30 e i 55 anni, quando la funzionalità del rene è già il più delle volte compromessa. Invece, se il rene policistico potesse essere identificato e trattato più precocemente, il decorso della patologia potrebbe essere migliore". Il rene policistico è una malattia genetica che può manifestarsi in due forme: il rene policistico autosomico dominante (Adpkd), la più frequente nefropatia genetica, e il rene policistico autosomico recessivo (Arpkd), una forma più rara e aggressiva- si riscontra in 1 soggetto su 20.000- che colpisce già in età fetale. L’Adpkd è una malattia progressiva cronica caratterizzata principalmente dallo sviluppo e dall’ingrossamento di numerose cisti nei reni. Si tratta di una malattia da non sottovalutare: circa la metà dei pazienti raggiunge lo stadio terminale della malattia renale e la maggior parte di questi intorno ai 50 anni deve sottoporsi a dialisi o a trapianto di rene. "Oltre a portare ad una perdita della funzionalità del rene, complicanze renali ad essa correlate, come ipertensione in età precoce e dolore, l’Adpkd ha conseguenze su altri organi: si può infatti osservare la comparsa di cisti anche nel fegato e nel pancreas e una maggiore insorgenza di aneurismi cerebrali" conclude Luisa Strernfeld Pavia. Da non sottovalutare il peso economico e sociale della malattia. Le stime indicano che i costi sanitari diretti annui per l’Adpkd ammontano a 2 miliardi di euro solo nell’Unione europea, conclude Airp onlus.


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