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SAN CAMILLO: IMPIANTATO UN CUORE ARTIFICIALE

EŽ stato impiantato giovedì scorso, con successo, su di un uomo di 38 anni un cuore artificiale biventricolare.

16/11/2008
LŽintervento è stato effettuato dal professor Francesco Musumeci primario della cardiochirurgia del Centro trapianti di cuore del San Camillo-Forlanini, e si tratta del secondo caso del genere in Italia. «Il paziente, che era in lista per un trapianto di cuore da donatore - ha spiegato Musumeci - è andato incontro a un grave peggioramento progressivo delle sue condizioni di salute che hanno determinato la necessità di impiantare un cuore artificiale. Anche perché il giovane non rispondeva ai trattamenti convenzionali». LŽalimentazione del dispositivo avviene dallŽesterno tramite una macchina. Grazie a questo tipo di assistenza le condizioni dellŽuomo (che ora si trova in terapia intensiva post cardiochirurgica) stanno migliorando. «LŽintervento e durato cinque ore: un arco di tempo necessario per esportare il cuore del paziente ed inserire quello artificiale». «LŽoperazione ha coinvolto un team di altissimo livello e con diverse competenze: cardiologi, chirurghi ed anestesisti - ha spiegato Musumeci - non è alla portata di tutti sia da un punto di vista economico sia per la complessità. EŽ infatti il secondo in Italia e tra i pochissimi al mondo, tutti effettuati in centri di alta specializzazione». Musumeci ha spiegato che il solo cuore artificiale costa allŽazienda «95mila euro» e che «non diventerà mai un intervento di routine», ma ha assicurato: «al San Camillo da ora in poi se ne effettueranno altri». Per la complessità dellŽoperazione «saranno sempre scelte persone che non hanno alternative al trapianto - ha detto il primario - e che probabilmente non sopravviverebbero fino a quel giorno. LŽuomo operato ieri era in condizioni gravissime ora il decorso sta trascorrendo regolarmente. Con un cuore artificiale potrà vivere in maniera "normale" fino al giorno del trapianto come lŽuomo operato a Padova lŽanno scorso che infatti sta bene. Questo intervento che ora viene fatto in attesa del trapianto, con le necessarie evoluzioni tecnologiche, in futuro potrebbe diventarne lŽalternativa». Anna Maria Liguori
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