indietro

SCOPERTO IL MECCANISMO CHE "SPEGNE" IL RIGETTO

Due ricercatori dell'Università di Perugia sono riusciti, per ora sui topi, a bloccare la risposta immunitaria dopo un trapianto, grazie alla somministrazione di una proteina.

01/11/2002
Individuato per la prima volta il meccanismo che sembra essere alla base dell'attecchimento o viceversa del rigetto di un organo trapiantato che sia prelevato da un donatore non compatibile. Il numero di novembre della rivista "Nature Immunology" pubblica i risultati del lavoro del gruppo dei professori Paolo Puccetti e Ursula Grohmann del Dipartimento di Medicina sperimentale dell'Università di Perugia. Il lavoro rappresenta un importante contributo alla comprensione dei meccanismi che regolano l'attecchimento degli organi nei trapianti. In particolare vengono illustrati i risultati ottenuti in animali da laboratorio nei quali vengono trapiantati tessuti incompatibili che verrebbero rigettati in assenza di trattamento farmacologico. Puccetti e Grohmann dimostrano che è possibile indurre gli animali ad accettare il trapianto di pancreas prelevato da un donatore incompatibile trattando il ricevente con una proteina del sistema immunitario che riduce la capacità dell'animale di rigettare il trapianto. I due ricercatori infatti hanno individuato la natura del meccanismo biochimico che opera nel controllare la capacità di un individuo di innescare risposte anti-trapianto. Si tratta di un enzima noto da molti anni, ma conosciuto per altre funzioni, che opera la trasformazione di un aminoacido, il triptofano, il più raro di quelli esistenti in natura, indispensabile all'efficienza delle risposte immunitarie. Quando questo enzima, chiamato IDO, distrugge il triptofano nelle stazioni linfatiche, il sistema immunitario si trova in qualche misura "senza carburante" o addirittura danneggiato dai prodotti di "scarto" del triptofano stesso, e dunque la risposta di rigetto viene bloccata sul nascere. Questa scoperta apre dunque la possibilità di importanti nuove applicazioni per lo sviluppo di farmaci innovativi, ma sottolinea anche la natura unitaria dei processi che permettono al sistema immunitario di funzionare. In un articolo pubblicato tempo fa sulla rivista "Science" un gruppo di ricercatori americani avevano indicato l'attività dell'enzima IDO come fondamentale nel permettere alle femmine dei mammiferi di convivere con un feto, che è sostanzialmente un individuo incompatibile e che dovrebbe secondo le leggi del sistema immunitario essere "rigettato" dalla madre. Il lavoro del gruppo di Puccetti e Grohmann dimostra, per la prima volta, che il meccanismo che opera nella gravidanza dei mammiferi è in realtà un meccanismo universale che regola l'attecchimento, cioè la possibilità di convivere di tessuti appartenenti ad individui diversi
torna su