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SEUL: SI ALLA DONAZIONE DA PARTE DELL'ARCIVESCOVO E DEL CLERO

In Oriente la donazione di organi è una pratica poco diffusa.

09/07/2006
Il Cardinale Nicholas Cheong Jin-Suk, Arcivescovo della capitale sudcoreana Seul, e tutti i suoi sacerdoti hanno promesso di donare, dopo la morte, i propri organi, e hanno invitato la popolazione coreana a fare lo stesso. L’iniziativa fa parte di uno dei progetti pro-vita che l’Arcidiocesi coreana desidera sostenere in occasione del Congresso Eucaristico diocesano, aperto il 18 giugno scorso – durerà tre mesi – sul tema “Cristo nostra vita – Scegli la vita”. Questo incontro è dedicato alla riflessione su questioni che interessano da vicino la società coreana, come il crollo delle nascite, l’aborto, l’eutanasia, la violenza, la distruzione della famiglia e la manipolazione della vita con tecniche di bioingegneria genetica. Come ha spiegato il porporato, “la donazione di organi dopo la morte è una forma suprema di amore e felicità dal momento che, partecipando a questo gesto, si partecipa alla vita, il dono più prezioso che abbiamo ricevuto da Dio”, cita “AsiaNews”. Con questo modo di condivisione, “sia i donatori che coloro che ricevono gli organi possono giungere alla felicità”. Il porporato ha sottolineato la difficile situazione in cui si trovano quanti attendono un trapianto. L’agenzia del PIME ha ricordato che in Oriente la donazione di organi è una pratica poco diffusa. “Ci sono migliaia di pazienti che aspettano venga loro donato un organo, ma il numero di donatori è insufficiente”, ha avvertito il Cardinale coreano; ad ogni modo, “la donazione di organi dopo la morte è un metodo buono per mettere in pratica l’amore, senza una grande fatica”. “Esorto tutti e in modo particolare i cattolici a mettere in pratica questa forma di amore, sperimentando la felicità che deriva dal donare”, ha concluso. Accogliendo questo invito, il Presidente del Consiglio dell’Apostolato Laico della Corea, Thomas Han Hong-sun, ha sottolineato: “Il Consiglio farà presto una proposta concreta, così che anche i laici cattolici possano prendere parte attiva alla campagna per le donazioni, seguendo il buon esempio dei sacerdoti”. La Congregazione vaticana per l’Evangelizzazione dei Popoli, attraverso il suo organo informativo “Fides”, ha ricordato che la Chiesa in Corea, negli ultimi anni, ha moltiplicato i suoi sforzi in difesa della vita dal concepimento fino alla morte naturale, con grandi campagne di sensibilizzazione, incontri di studio e manifestazioni. (vipas)
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